Peculato alla Regione, Murgioni restituisce i soldi a rate per tornare libero
L’ex onorevole di Fortza Paris ha accettato di depositare in consiglio regionale i 43mila euro che secondo il pm Marco Cocco ha incassato illegalmente tra il 2004 e il 2009
CAGLIARI. Eugenio Murgioni mette mano al portafogli: per dare peso alla richiesta di revoca degli arresti domiciliari l’ex onorevole di Fortza Paris ha accettato di depositare in consiglio regionale i 43 mila euro che secondo il pm Marco Cocco ha incassato illegalmente tra il 2004 e il 2009 e che gli sono costati l’arresto lo scorso 31 luglio con l’accusa di peculato aggravato.
Attraverso il difensore, l’avvocato Massimiliano Ravenna, l’ex sindaco di Castiadas ha chiesto e ottenuto una dilazione perché non aveva a disposizione l’intera somma: versati subito 15 mila euro, pagherà il resto in due rate da 14 mila euro. Non si tratta di una vera e propria restituzione: l’avvocato Ravenna ha spiegato che se l’autorità giudiziaria accerterà che quei soldi sono stati percepiti e spesi illegalmente resteranno nelle casse della massima assemblea regionale. Nel caso contrario torneranno nel conto di Murgioni.
Nell’esame di garanzia, lo scorso agosto, l’ex consigliere aveva ammesso di aver utilizzato il denaro del gruppo Fortza Paris convinto di non commettere alcun reato perché lo scopo delle spese gli appariva compatibile con le norme che regolano l’attività dei gruppi politici regionali. L’istanza di revoca della custodia in casa è stata già presentata dal legale al gip Cristina Ornano e il pm Cocco ha dato parere favorevole. E’ probabile che già oggi o al massimo lunedì prossimo l’esponente del centrodestra ritorni in libertà in attesa del processo, che a leggere l’ordinanza firmata quest’estate dal giudice Ornano appare inevitabile per il tentativo compiuto da Murgioni di inquinare le prove: appreso di essere indagato e rimasto in silenzio all’interrogatorio della polizia giudiziaria, l’ex sindaco ha cercato di procurarsi giustificativi di spesa chiedendo aiuto a conoscenti. Carabinieri e Guardia di Finanza hanno raccolto fra l’altro la testimonianza di Mario Sannino, ex direttore del periodico «Confesercenti informa», cui venne chiesto di fatturare somme di denaro in cambio di servizi prestati cinque-sei anni prima, nel corso della legislatura Soru. Pubblicità, progettazione di attività editoriali cui Sannino era estraneo. Null’altro che un tentativo - sostiene il giudice Ornano nell’ordinanza - di formare prove false di spese legittime.
Per Murgioni come per altri indagati si parla di richiesta del giudizio immediato, una decisione verrà assunta da Cocco al più tardi nei primi giorni di ottobre. In questi giorni la polizia giudiziaria è impegnata soprattutto nell’esame dei documenti riferiti alla legislatura Cappellacci, che secondo indiscrezioni dovrebbero riservare sorprese clamorose. Si parla di spese private prive di qualsiasi logica e giustificazione, sulle quali gli inquirenti avrebbero raccolto prove granitiche.
Per Eugenio Murgioni i problemi giudiziari non finiranno con il ritorno alla liberta: il 10 ottobre l’ex onorevole dovrà presentarsi in tribunale per rispondere di una serie di reati legati alla costruzione di una gigantesca villa in un’area agricola di Castiadas. Per aggirare le norme urbanistiche e paesaggistiche che bloccavano il progetto Murgioni avrebbe commesso alcuni falsi e un abuso d’ufficio, che vennero poi scoperti dal servizio investigativo del Corpo Forestale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
