Assistenza alla prova del Patto per la salute
I disavanzi crescenti nei bilanci si scontrano con il riequilibrio programmato dal governo
SASSARI. Nel grande mare della sanità sarda, all'orizzonte, non ci sono solamente il nuovo ospedale di Olbia, lavori per 270 milioni nei reparti e i probabili riequilibri delle Asl in tutta l’isola. In queste settimane la Sardegna dovrà confrontarsi con una più ampia rivoluzione nell'assistenza sanitaria. Se l'addio ai criteri della spesa storica alla base dell'attuale ripartizione dei fondi va a rilento, il Patto per la salute tra Governo e Regioni per riformare il sistema e riequilibrare i conti sta conoscendo un'accelerazione incalzante.
Cambieranno i ticket, con possibili ritocchi fondati sul reddito delle famiglie. E cambieranno molti dei rapporti in corsia, a cominciare dalla necessità di adeguare i posti letto ai parametri generali: quindi con nuovi tagli a cascata.
Di fronte a questo complessivo riassetto la Sardegna dovrà ripartire dai dati certi sulle realtà operative, dalle sue eccellenze, dalle emergenze legate a specifiche patologie come il diabete o la sclerosi e dai punti di criticità territoriali. Ma dovrà soprattutto vedersela con una serie di numeri negativi, di recente confermati in un'inchiesta su scala nazionale pubblicata dal "Sole 24 Ore". Cifre che evidenziano uscite di bilancio sempre più consistenti e, perciò, un allarme generalizzato sulle gestioni ordinarie affidate alle nove Aziende sanitarie dell'isola.
Il Patto per la salute che presto, forse già il prossimo mese, il governo Renzi si appresta a varare avrà una validità di due anni. Regolerà quindi le relazioni con i diversi territori italiani sino al 2016, compresi Trentino e Alto Adige, così come le Regioni a Statuto speciale. Due gli obiettivi dichiarati: rafforzare la gestione pubblica e garantire la sostenibilità sul piano economico finanziario del servizio sanitario nazionale. In questa ricerca di una governance per l’assistenza efficiente, omogenea e quanto più possibile equanime l'isola non potrà però dimenticare alcuni fattori di rischio.
Quelli rappresentati dal disavanzo accumulato sino a oggi, che secondo i dati elaborati dal quotidiano di Confindustria nei 6 anni tra il 2007 e il 2013 ha già sfiorato i 2 miliardi di euro totali. Si parte dai -115mila euro registrati nel 2007, sotto la giunta Soru, si continua con i -283mila del 2010 nel successivo periodo di amministrazione Cappellacci e si arriva ai -379mila euro del 2013.
In definitiva, una escalation negativa che sembra inarrestabile. Ma che dovrà presto trovare un blocco immediato proprio a causa del Patto per la salute voluto da Renzi. Un'esigenza che riguarderà anche il surplus di spesa farmaceutica, in quegli stessi anni già calcolato per la Sardegna in oltre mezzo miliardo. (pgp)
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