Il primo carico di armi è arrivato
La Maddalena, il traghetto Maior ha attraccato ieri a tarda sera a Civitavecchia
LA MADDALENA. Il traghetto Maior con a bordo il primo carico di armi russe, destinate ai combattenti Peshmerga curdi, ha lasciato l’isola di Santo Stefano in piena notte diretto a Civitavecchia, dov’è arrivato nella tarda serata di ieri. La cappa di silenzio e riservatezza calata sull’intera vicenda degli aiuti militari che l’Italia si è impegnata di inviare nel nord dell’Iraq per contrastare l’avanzata dei miliziani fondamentalisti dell’Is, lo Stato islamico che si sta ramificando tra Siria, Iraq, Africa centrale e orientale è stata imposta dalle preoccupanti minacce lanciate dai terroristi dell’Isis alla coalizione di paesi europei, arabi statunitensi e dell’Oceania che hanno dichiarato guerra ai miliziani neri, i “tagliatori di teste” che stanno terrorizzando, attuando il genocidio di massa e gli stupri collettivi, le popolazioni non musulmane del nord dell’Iraq e della Siria. Stando alle sempre più scarse notizie che trapelano sul trasferimento delle armi russe da consegnare ai guerriglieri Peshmerga, le operazioni dovrebbero proseguire anche nelle prossime settimane. Il carico di armi partito ieri dai bunker di Santo Stefano è stato caricato su quattro Tir che, scortati dalla polizia militare, hanno lasciato a tarda notte il porto di Civitavecchia per raggiungere l’aeroporto militare di Pratica di Mare, sul litorale laziale, la più grande base aerea del Mediterraneo. Da qui le armi – missili anticarro Rpg e munizionamento russo per fucili mitragliatori Kalashnikov – veranno trasferite con un ponte aereo a Bagdad, dove saranno stoccate e distribuite alle varie unità di combattenti anti Isis. Stando alle dichiarazioni ufficiali i voli di aiuti militari dovrebbero completare le operazioni di trasferimento a ottobre. (g.p.c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
