La Nuova Sardegna

Mastino: «Sorveglieremo gli scavi»

di Pasquale Porcu
Mastino: «Sorveglieremo gli scavi»

Il rettore dell’università di Sassari garantisce da subito maggiore attenzione

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SASSARI. Alla vigilanza di Mont'e Prama penserà l'università di Sassari. Parola del magnifico rettore dell’ateneo turritano Attilio Mastino, da sempre attento alla conservazione e alla tutela del patrimonio archeologico sardo.

«Certo il nostro impegno non può durare a lungo_ dice il rettore _ ma non possiamo certo accettare passivamente che i tombaroli possano irrompere nel sito nel tentativo di saccheggiare, distruggere, deteriorare comunque un bene così prezioso che è patrimonio di tutti. Un sito ora particolarmente vulnerabile dal momento che gli scavi sono ancora in corso e non sappiamo che cosa ci potranno riservare».

«Vorrei ricordare a questo proposito– continua Ma stino– che alcuni specialisti dell'università di Sassari, coordinati dal professor Salvatore Rubino, stanno procedendo nello studio del Dna di alcuni scheletri ritrovati nel sito. Ebbene, ne parlerò tra qualche ora col professor Raimondo Zucca, ma posso assicurare che finchè non avremo messo al sicuro tutti i reperti, a partire dagli scheletri, l'Università di Sassari si impegna a garantire la vigilanza notturna di quel sito».

Detto questo, il problema della tutela di quell'importante area archeologica si porrà ancora per il futuro. Secondo il professor Mastino occorre requisire subito l'area dei ritrovamenti di Mont'e Prama.

«Poi- dice il rettore- la Regione sarda si deve far carico di recuperare tutta l'area curando innanzitutto l’aspetto della protezione del sito da incursioni di tombaroli e vandali. E agire facendo in modo che tutti possano vedere in quali condizioni quei luoghi siano stati visti dai Fenici e dai Romani».

La cronaca di questi giorni ha scatenato un vero e proprio dibattito sulla tutela che dovrebbero avere tutti siti di interesse storico e architettonico e non solo . I problemi dovuti alla riduzione dei finanziamenti a favore della cultura da parte delle amministrazioni pubbliche rendono i recenti fatti di cronaca di Mont’e Prama drammaticamente urgente la necessità di adottare subito dei provvedimenti a tutela del patrimonio archeologico.

«La vigilanza di un luogo come Mont'e Prama- osserva l'archeologo Marcello Madau_ è compito primario sul quale investire, che non può pesare sull'iniziativa singola o la generosità di un volontariato; delicato, professionale, anche rischioso: non è un caso che la custodia dei beni culturali, nei musei, preveda una vigilanza armata. Serve un lavoro retribuito che tenga conto di tutto ciò».

«Si deve investire su questo lavoro, se ci teniamo a Mont'e Prama– ribadisce Madau–. Attorno ad esso scendano in campo i mille occhi dell'amore verso i propri beni comuni, consolidando il controllo e isolando ogni complicità. Ecco il grande ruolo sociale, sussidiario, del volontariato. Se Mont'e Prama è un bene comune, creiamo su di esso lavoro e tutela allargata».

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