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il corteo

Slogan e striscioni per la città ma niente provocazioni e incidenti

di Stefano Ambu
Slogan e striscioni per la città ma niente provocazioni e incidenti

CAGLIARI. Appena sbarcata dalla Saga Sapphire, nave da crociera approdata la mattina al molo Rinascita di Cagliari, si è gustata un fuori programma tutto da fotografare e da raccontare. Gratis,...

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CAGLIARI. Appena sbarcata dalla Saga Sapphire, nave da crociera approdata la mattina al molo Rinascita di Cagliari, si è gustata un fuori programma tutto da fotografare e da raccontare. Gratis, incluso nel prezzo del viaggio. Sotto la tettoia, in attesa del bus turistico In piazza Yenne, guarda con interesse e attenzione i pastori che muovono i primi passi in direzione viale Trento. «Giusto protestare – commenta la turista – per rivendicare i propri diritti: le campagne sono un patrimonio da tutelare. L'importante è che sia una manifestazione pacifica». Ed è stato proprio così: le uniche trasgressioni che i pastori si sono concessi alla fine non sono state per nulla pericolose. La prima meno che mai: la statua di Carlo Felice indicava con la mano la direzione via Manno. E invece loro sono andati giù, verso il porto: il re sabaudo se ne sarà fatto una ragione. La seconda ha creato qualche problemino alle forze dell'ordine, ma giusto per 150 metri. Era previsto che il corteo passasse per la seconda parte di via Roma, dopo la stazione. E invece i manifestanti hanno deciso allungare leggermente il percorso con una curva, che poi si è rivelata, innocua, verso piazza del Carmine. Molte lamentele per le restrizioni. «A un nostro collega- spiega un pastore stanno facendo storie per le scarpe che normalmente usa quando va al lavoro». Natalino Sanna, arrivato da Nulvi, rincara la dose: "Sono stati vietati – spiega – gli scarponi che un anno fa abbiamo regalato al Papa». Controlli considerati eccessivi: «Pensano – protestano i manifestanti – che siamo dei teppisti, non hanno capito nulla, siamo vivaci, sì, ma non delinquenti». Roberto Fresi, di Valledoria, nella manifestazione di quattro anni fa durante gli scontri sotto il palazzo del Consiglio regionale aveva perso l'occhio sinistro. Ma non è voluto mancare. «Fino a che il presidente Pigliaru – spiega – non ci ascolterà, noi continueremo a far sentire la nostra voce, abbiamo il diritto di partecipare ai tavoli dove si discute del futuro del mondo che noi quotidianamente viviamo». Protesta pacifica, garantiscono le donne del Movimento. Nel corteo molte mogli e madri che hanno scelto di essere presenti per «stare vicino ai nostri uomini nella rivendicazione dei nostri diritti». «Stanno portando i nostri ragazzi alla disperazione – spiega Maria, 65 anni arrivata da Orgosolo, in abito tradizionale, per accompagnare il figlio che gestisce l'azienda di famiglia – si devono ricordare che i disoccupati non sono solo nelle grandi industrie, quelle che hanno rovinato l'economia della Sardegna, il popolo delle campagne è quello che manda avanti la nostra terra, l'unico bene che abbiamo». In piazza Yenne si vedono alcuni volti noti dell’indipendentismo: Doddore Meloni e Bustianu Cumpostu. E c'è anche l'appoggio dei sindaci delle zone interne. Paolo Pisu, primo cittadino di Laconi, ha addirittura convocato il consiglio comunale sotto la statua di Carlo Felice. Con lei in prima fila la presidente dell’assemblea civica Simona Corongiu. «Siamo qui a sostegno – spiega Pisu – della lotta dei pastori. Incredibile che in una democrazia un movimento come questo sia stato lasciato fuori dalla porta. L'assessore li avrebbe dovuti ricevere: rappresentano una parte consistente del mondo agropastorale». Anche il sindaco di Orune Michele Mario Deserra sfila orgogliosamente insieme ai pastori del suo paese. «Sempre al loro fianco – spiega– lo ribadisco, dobbiamo essere difensori del nostro territorio: impossibile stare a casa in un momento così importante per la nostra terra. Il prezzo del latte a 90 centesimi non esiste, deve essere portato a 1,50 euro. Ma anche il prezzo della carne va rivisto. Il pastore è uno che salvaguarda il territorio». Non si sono visti animali: qualche anno fa a Cagliari tutti avevano ammirato i cavalli in corteo. Rispettate le prescrizioni del questore. Con un'unica eccezione, Bubu, il cagnolino di Angelo Cremone di Sardegna pulita.

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