Stop ai licenziamenti, ma è alta tensione
La compagnia revoca la mobilità solo in tarda serata e dopo il pressing del Governo. Tra i dipendenti il clima è pesantissimo
OLBIA. “Voi non ritirate i licenziamenti, noi non fermiamo le proteste”. “Voi non fermate le proteste, noi non ritiriamo i licenziamenti”. Sindacati contro Meridiana. Meridiana contro sindacati. Impossibile stabilire chi, tra i due, abbia cominciato per primo. Anche se nessuno dice (o ammette) di aver fatto nulla di tutto questo. Il circolo vizioso ieri è andato avanti per tutta la giornata, un po’ allo scoperto, un po’ sottotraccia. Un braccio di ferro che, all’indomani dell’accordo siglato a Roma per una “pace armata” fino al 21 ottobre, ha rischiato di compromettere sul nascere la trattativa che dovrà decidere il futuro della compagnia di Olbia e di 1634 lavoratori dichiarati in esubero su 2101. Poi, la svolta: con Meridiana che rispetta l’impegno. Ovvero revoca i licenziamenti.
Due i fatti che riassumono il clima ancora pesante. Primo fatto. Ci sono state forti tensioni fra dipendenti, in aeroporto e anche sugli aerei (non in volo, meglio precisarlo). Liti fra lavoratori di Meridiana e lavoratori di Air Italy. Con una hostess di Meridiana fatta scendere da un aereo con equipaggio Air Italy prima della partenza da Olbia a Roma alle 13. E anche su questo - su chi abbia la colpa, su chi abbia cominciato per primo - le versioni sono opposte. La dipendente di Meridiana si è dichiarata discriminata. I dipendenti di Air Italy hanno detto di essere stati insultati.
Secondo fatto. L’azienda, fino a tarda sera, non aveva ancora ritirato ufficialmente la procedura sui licenziamenti. Portando così i segretari nazionali a protestare con il ministero del Lavoro. E il ministero a fare altre pressioni sulla compagnia aerea.
Insomma, muro contro muro. Proprio quello che il Governo, regista del congelamento dei licenziamenti, non voleva, come ha fatto mettere nero su bianco nell’accordo.
Il cambio di rotta è poi arrivato alle 19. Meridiana ha scritto ai sindacati. «Nella consapevolezza che il ritiro della procedura e l’avvio di un serrato calendario di incontri con le parti sociali possano essere condizioni fondamentali per il raggiungimento di un accordo sulla situazione occupazionale e la gestione degli esuberi, Meridiana dichiara revocata la procedura».
La lettera è rilevante. C’è scritto che la procedura, avviata il 15 settembre, è revocata. Non sospesa, non congelata. Il che vuol dire che - se le trattative con i sindacati dal 14 al 21 ottobre dovessero fallire - l’azienda dovrà aprirne un’altra, per licenziare i dipendenti. Quindi, ora il negoziato con le organizzazioni dei lavoratori, teoricamente, parte da zero. Il campo è pulito. O quasi. Perché nella lettera Meridiana fa esplicitamente riferimento alla gestione degli esuberi. Che quindi, secondo l’azienda, ci saranno comunque. Quanti, lo dirà il maxi accordo - dai nuovi contratti al ruolo di Air Italy - da ricercare nel prossimo mese. Come saranno protetti, idem: con la mobilità (nel caso dei licenziamenti) o con altra cassa integrazione (nell’ipotesi in cui molti degli esuberi restino invece nella compagnia).
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