La Nuova Sardegna

Tenores Remunnu ’e Locu, quarant’anni di musica

di Paqujto Farina
Tenores Remunnu ’e Locu, quarant’anni di musica

Domenica un convegno e un grande concerto a Bitti

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NUORO. Racconta un’incredibile storia, con l’entusiasmo e la passione di un ventenne, Daniele Cossellu. Nel giardino della sezione sarda della Biblioteca Satta di Nuoro, seduto all’ombra di un’acacia sempreverde, pianta simbolo di immortalità e purezza, che non appassisce mai durante il corso delle stagioni e si rinnova sempre. Sembra essere questa l’essenza e la parabola di "Barantannos". Convegno e gran concerto in serata con decine di artisti provenienti da tutta l’isola, questa domenica, per i quarant’anni di attività, e che attività, dei Tenores di Bitti Remunnu ’e Locu.

Quattro decenni che hanno segnato indelebilmente la storia della cultura isolana, imponendosi con autorevolezza tra le manifestazioni culturali più pure e ancora incontaminate del pianeta, sino a diventare patrimonio Unesco. Eppure sembra ieri quando, a metà degli anni settanta, Tancredi Tucconi, Battore Bandinu, Piero Sanna, guidati dallo stesso Cossellu, iniziarono, quasi in sordina, una carriera artistica che li avrebbe portati a far conoscere il millenario canto della civiltà pastorale in tutti e cinque continenti. Un’impresa che ha poi coinvolto, come per cerchi concentrici e espandendosi in maniera esponenziale, mostri sacri del gotha musicale mondiale.

La leggenda narra che siano state le "orecchie" di un tale Frank Zappa, le prime a capire, far risuonare dentro e intorno a sé le campane di secoli di pastorale gutturalità. E questo ancor prima che il termine divenisse popolare in tutto il mondo e la casa discografica di Peter Gabriel, la Real World, inserisse i Remunnu ‘e Locu, unici artisti italiani, nel suo catalogo. Oltre a quella con l’ex Genesis, i quattro decenni di attività del Tenore di Bitti sono stati scanditi da profonde amicizie con musicisti del calibro di Ornette Coleman e Lester Bowie, personaggi che scesero a libro e vollero approfondire direttamente alla culla le loro conoscenze sull’argomento. Ancora oggi in molti ricordano le giornate trascorse a Bitti dai due grandi jazzisti americani e da Gabriel. Dopo le ricerche di nuove sonorità, gli artisti si trasferivano nella cantina di Piero Sanna "Pi Zero", luogo che romanticamente Bernard Lortat-Jacob, il grande etnomusicologo a metà degli anni novanta definì “il vero centro culturale della Sardegna”. Ma la storia dei Remunnu ’e Locu è contrassegnata, anche dai quotidiani rapporti con le istituzioni culturali locali, e la scelta di tenere la presentazione di "Barantannos" presso la sede della Biblioteca di Nuoronon è stata di certo causuale. Oltre a Daniele Cossellu, presenti alla conferenza anche su bassu Mario Pira e sa oche Dino “Dalleddu” Ruiu, che insieme alla contra Pier Luigi Giorno nel corso degli anni hanno sostituito Tancredi Tucconi, Battore "Pante" Bandinu e Piero Sanna, quest’ultimo scomparso di recente. Dino Ruiu ha ricordato l’importante ruolo didattico svolto dalla scuola del canto a Tenore e Mario Pira, citando una pubblicazione del musicista Salvatore Accardo, la valenza oramai riconosciuta nel mondo della musica cosiddetta colta. Vannina Mulas, commissario della Satta, ha sottolineato il «ruolo della biblioteca nella promozione di eventi culturali». Per il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini «è sì la festa per l’eccellente traguardo raggiunto dal gruppo, ma lo è anche per la comunità di Bitti e per l’intero popolo sardo». Era presente anche lo scrittore Natalino Piras che ha seguito negli anni la storia dei Remunnu ‘e Locu e al quale è stato affidato il coordinamento della parte convegnistica che inaugurerà le manifestazioni alle ore 10.30, presso il cinema Ariston di Bitti.

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