La Nuova Sardegna

Mostra permanente per Elio Pulli nel centro di Alghero

di Pasquale Porcu
Mostra permanente per Elio Pulli nel centro di Alghero

Da cinquant’anni lo scultore vive e lavora a Tramariglio Il sindaco Bruno: «Un artista che è una risorsa del territorio»

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ALGHERO. Elio Pulli avrà, finalmente, una mostra permanente nel centro di Alghero. Lo hanno detto Mario Bruno e Gabriella Esposito, rispettivamente sindaco e assessore alla Cultura della città catalana durante la cerimonia per festeggiare gli ottanta anni del Maestro. Una festa che ha voluto celebrare il Parco Naturale di Porto Conte a Villa Gioiosa, sede della direzione del parco.

Da circa mezzo secolo l’artista sassarese lavora nella propria bottega a Tramariglio. Apre le porte del proprio laboratorio e delle sale che espongono le pitture e le ceramiche a turisti, studenti e visitatori. Tanto che l’artista viene considerato una importante risorsa del Parco e viene inserito in tutti i tour che vengono organizzati alla scoperta dei tesori di quel paradiso terrestre.

«Ma mai prima di ora nessuno ha pensato di organizzare una mostra di Pulli ad Alghero», ha detto l’assessore Esposito.

«Per questo motivo– ha ribadito il sindaco– ci è sembrato opportuno, come amministrazione comunale, organizzare una esposizione permanente delle opere del maestro Pulli, in uno spazio al centro della città adeguato al prestigio di questo grande artista».

Ma già nei prossimi mesi, hanno fatto sapere gli amministratori comunali catalani, le opere di Elio Pulli verranno esposte negli spazi predisposti per le iniziative che sta organizzando il comune di Alghero per le festività natalizie del 2014.

A festeggiare l’artista sono accorse diverse decine di persone, tra autorità, amici e una folta claque dell’università della Terza Età, tra le quali una signora di 102 anni. L’artista ha ringraziato e, come è sua abitudine, ha simpaticamente stravolto la scaletta delle celebrazioni che prevedevano anche una sfilata di moda di Lucia Deligios con i gioielli e gli abiti disegnati dal Maestro. Pulli ha raccontato aneddoti sulla sua formazione artistica e quella di suo fratello Claudio, insigne ceramista scomparso 40 anni fa, su suo padre , scultore che ha a lungo insegnato nell’istituto d’arte al tempo in cui era direttore Filippo Figari. «Noi giovani allievi– ha raccontato il Maestro– dovevamo imparare a fare tutto: dalla pittura alla lavorazione del legno e del ferro e dell’argilla , dalla scultura alla decorazione. Ma quando sono andato a scuola avevo già imparato a lavorare: sono entrato nella bottega di mio padre quando avevo appena otto anni. Poi non ho più smesso».

Non passa giorno senza che Pulli lavori. Non c’è un giorno che l’artista stia lontano dal suo “romitaggio di Tramariglio” (come lo ha chiamato Manlio Brigaglia), in perfetta simbiosi con la natura.

«Con Costantino Spada– ha raccontato Pulli, spesso corroborando il racconto con colorite espressioni in sassarese– siamo andati spessissimo a dipingere all’aperto. Volevamo capire le sfumature di colore delle nostre campagne, soprattutto con le variazioni di luce generate dalle diverse ore del giorno. Anzi ricordo che una volta siamo andati un campo di grano, Spada si era talmente agitato tra le spighe che una volta andato via era toccato a me ripagare a un contadino molto arrabbiato, quella parte di raccolto danneggiato da Costantino. Ma è dalle tante ore trascorse a contatto con la natura che ho imparato le mille sfumature di quei colori che mi costruivo con la terra, l’argilla , i fiori e le erbe».

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