Edilizia nell’isola: è un crollo senza fine
La maglia nera spetta a Nuoro (meno 83,6 %) seguita da Sassari (meno 79,9 %): lo scorso anno persi 3700 addetti
SASSARI. È Nuoro la provincia sarda in cui la crisi edilizia si fa sentire con più forza. Con il meno 83,6 % di concessioni ottenute nel 2012 (ogni 10mila abitanti) rispetto al 2005 quella nuorese si trova al quindicesimo posto in Italia nella lista nera delle province italiane in cui si è registrato un calo più alto di permessi concessi per costruire nuovi edifici.
Il triste primato a livello nazionale lo detengono la province di Ferrara e di Reggio Emilia: in sette anni hanno fatto registrare una riduzione delle concessioni rispettivamente del 93,1 e del 91,4 per cento. Unica regione italiana in controtendenza è Genova, dove tra il 2005 e il 2012 si è registrato un aumento delle costruzioni del 1,3 %. A dirlo sono gli ultimi dati della Banca mondiale, all’interno del progetto Doing Business, che vede il nostro paese al 112 posto in un confronto tra le regolamentazioni di 189 paesi. In Italia le nuove costruzioni autorizzate rispetto agli anni pre-recessione sono in picchiata del 70 %. E nell’isola se Nuoro sta male, Sassari con il meno 79,9 % dei permessi ottenuti, non se la passa molto meglio. A Cagliari il calo di concessioni edilizie è stato del 69,6 %, quasi in linea con il dato nazionale, mentre a Oristano si è registrata una diminuzione delle nuove costruzioni del 30,7 %. A deprimere l’avvio di nuovi cantieri non è solo il trend delle compravendite immobiliari, ma sono anche le procedure, i tempi e i costi dell’edilizia a scoraggiare ulteriormente le imprese nell’avviare nuove iniziative immobiliari. Tanto che per semplificare la normativa sull’edilizia interviene anche il decreto “sblocca Italia” in fase di conversione alle Camere, cercando di rilanciare l’avvio dei cantieri. La situazione del settore delle costruzioni in Sardegna ha portato alla perdita di 3.700 addetti (-7,6%) fra settembre 2012 e lo stesso mese del 2013. Rispetto al 2008, cioè l’anno d’inizio della crisi, denuncia Confartigianato Imprese Sardegna, nel comparto gli occupati sono diminuiti del 23,4%, pari a 13.600 lavoratori. A livello nazionale, nel periodo 2007-2012, l’edilizia è il settore che ha sofferto di più la recessione: mentre l’economia italiana perdeva valore aggiunto per il 6,6% l’edilizia rotolava giù di 22,2 punti percentuali.
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