Il lavoro? Meglio stare in “cassa” bufera web sul caso di 2 assistenti
OLBIA. Un tweet su tutti. “Uno steward e una hostess Meridiana han chiesto di restare cassaintegrati per una “Sindrome Ansiosa Reattiva Depressiva”. Cioè: SARD... Curioso”. L’ironia è di Enrico...
OLBIA. Un tweet su tutti. “Uno steward e una hostess Meridiana han chiesto di restare cassaintegrati per una “Sindrome Ansiosa Reattiva Depressiva”. Cioè: SARD... Curioso”. L’ironia è di Enrico Bertolino, uno del ramo, insomma. Solo che non è riuscita a seppellire la tensione esplosa dopo un articolo di Gian Antonio Stella.
Il giornalista del “Corriere della Sera”, l’anti Casta per antonomasia, domenica scorsa, in una pagina, con richiamo in “prima”, ha raccontato la storia di due assistenti di volo di Meridiana (marito e moglie) che, in cassa integrazione e in America per cercare un’altra occupazione, hanno rifiutato la richiesta di tornare al lavoro fatta loro dall’azienda di Olbia. Il tutto condito da valutazioni (negative) sul management degli ultimi anni, da una sentenza del giudice del lavoro (che ha dato torto ai dipendenti, i quali avevano chiesto i danni a Meridiana: 200 mila euro), dalle cifre percepite dagli assistenti di volo in cassa (4 mila euro al mese). Con una conclusione fulminante, alla Stella: «Esiste un altro paese al mondo dove dei lavoratori possano pretendere di restare in cassa?».
Letta la notizia (sul giornale cartaceo), è scoppiato il finimondo (virtuale). Post e tweet hanno invaso Facebook e Twitter. Chi (scandalizzato) schierato a favore di Stella, chi (indignato) contro il giornalista. Ieri, infine, la replica “ufficiale”. Di ribattere al “Corriere” si è incaricata l’associazione Ali, quella dei cassa integrati, quella guidata da uno di loro, Marco Bardini, ex sindacalista.Pesantissima. “Giornalismo a orologeria”, per dire che l’articolo è uscito alla vigilia del primo vertice con il Governo. E poi una serie di punti alla voce “Stella omette di dire” per spiegare che non ha scritto che «Meridiana non ha partecipato alla continuità territoriale», che «Meridiana paga le compagnie dell’est europeo per fare i propri voli», che «la Regione foraggia le compagnie low cost». Una dimenticanza? Per l’associazione, no. «Sarà un caso che sia stato proprio il Corriere, con Stella, a dare un taglio sensazionalistico e scandalistico, spostando così il focus dalle motivazioni reali dell’anomala crisi di Meridiana a un piccolo gossip travisato? - si chiede Bardini, a difesa delle centinaia di famiglie in crisi -. Sorprende che un giornalista di grande fama come Stella, evidentemente male informato dall'ufficio stampa dell'azienda, si sia prestato a questo gioco omettendo di sentire e dar voce anche alla parte più debole, i lavoratori». Neanche tanto velatamente, Stella è accusato dal sindacalista di aver fatto gli interessi di Meridiana contro i dipendenti.
Ecco alcuni dei passaggi dell’articolo di Stella (che ha ricostruito la storia attraverso una sentenza del giudice del lavoro di Busto Arsizio, Francesca Lo Russo). «Ottenuta la cassa (nel 2012), solo qualche mese dopo i due (sindacalisti Usb) venivano richiamati in servizio mentre si trovavano negli Usa alla ricerca di una nuova occupazione lavorativa - scrive il giornalista - . Convinti di esser stati richiamati a lavorare “senza alcuna reale e concreta necessità e solo per carattere punitivo”, i due erano dunque tornati ma, si legge nel ricorso, “al loro rientro in Italia si sono recati dal medico di base e successivamente in ospedale ove è stata loro diagnosticata una “sindrome depressivo ansiosa reattiva”. Quindi, in malattia per quattro mesi. Non bastasse, insisteva il ricorso, l’azienda aveva mandato per tre volte il medico fiscale. Chiedevano dunque al magistrato di dichiarare “la natura discriminatoria dei comportamenti della compagnia aerea” e il ritorno in cassa integrazione. Pari all’80% dell’ultimo stipendio. Che a volte, nei periodi di punta, grazie al numero di ore di volo, può schizzare fino a 4milaeuro».
«Il giudice del lavoro ha dato loro torto. Su tutto - chiude l’articolo di Stella -. Non solo era “legittimo il richiamo” al lavoro anche per le “positive ripercussioni sul piano sociale per i minori costi ricadenti sulla collettività”. Non solo era insensata la lagna su questo ritorno al lavoro perché “semmai dovrebbero dolersi i lavoratori il cui rapporto di lavoro non viene ripristinato”. Ma erano “pienamente legittime” le visite del medico fiscale».
Lo scontro continuerà? Forse no. L’associazione Ali invita Stella: «Noi siamo qui, pronti a dare la nostra versione, con tanti numeri, bilanci e dati di Meridiana per confrontarci». Quelli su cui, oggi, si affronteranno azienda e sindacati, a Roma, davanti al giudice unico: il Governo.
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