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Piras: dobbiamo chiudere questa polveriera

Piras: dobbiamo chiudere questa polveriera

E Mauro Pili presenterà una interrogazione: «Molti lati oscuri nel trasbordo delle armi»

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LA MADDALENA. Le armi, e a Santo Stefano ce ne sono di ogni genere, non la spaventano. Ma Manuela Corda, grillina a 5 Stelle, si dice preoccupata per chi dovrà usarle.

«Armiamo i Curdi, ma poi chi andrà a disarmare loro, una volta conclusa la battaglia contro l’Isis?». Era questo l’argomento di discussione tra i parlamentari (Scanu, Piras e Corda) mentre, ieri mattina, attendevano sul molo di Palau l’arrivo del deputato di Unidos, Mauro Pili. Stando alle stime le munizioni che stanno per essere spedite o sono già state consegnate ai Peshmerga (quattrocentomila cartucce per Kalashnikov) basteranno per una settimana, tanto ne vengono infatti sparate contro i miliziani dell’Isis dalle migliaia di guerrieri che combattono i tagliatori di teste.

«Stiamo lavorando, in perfetta sintonia – ha detto Michele Piras di Sel – per ridimensionare notevolmente le servitù militari presenti nell’isola. Dobbiamo però precisare, e lo dico a nome degli altri colleghi, che su Guardia del Moro (il deposito costiero di Santo Stefano, n.d.r.) ci sono da sfatare molte voci che la circondano. Si tratta semplicemente di una gigantesca polveriera, anche se siamo consapevoli che, pur avendo offerto la loro massima disponibilità, i vertici della marina militare abbiamo tenuto “riservata”, per ragioni di sicurezza, qualche informazione sul sito. Un atteggiamento, questo, che fa aumentare, in generale, l’alone di mistero attorno alle servitù militari. Nel caso specifico trattandosi di un deposito, sarebbe bene che i vertici militari utilizzassero più trasparenza nelle operazioni che vi si svolgono». Di traffico d’armi da parte del Governo ha invece parlato, senza mezzi termini, il parlamentare di Unidos Mauro Pili. «Presenterò una interrogazione parlamentare per chiarire il motivo per il quale la nave Maior, in uso al ministero della Difesa, ha sostato per ben tre ore, sabato pomeriggio, nel mare antistante Quirra. E il motivo per il quale ha fatto su e giù tra Olbia e Siniscola prima di approdare, a notte fonda, ai pontili di Santo Stefano. Cosa c’è da nascondere in tutto questo? Mi hanno impedito di entrare nei bunker pochi giorni fa, prima che la nave arrivasse per caricare chissà cosa. Chiederò conto anche di questo al ministro della Difesa». Il segreto militare, dicono al ministero, si applica per ogni operazione che riguarda movimenti di armi o truppe. (g.p.c.)

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