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Riforma delle Asl, passano da otto a cinque

Riforma delle Asl, passano da otto a cinque

La proposta portata avanti dal governatore e dall’assessore Arru punta a tagliare i costi

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CAGLIARI. Il numero delle Asl sarà ridotto, qualcuno azzarda addirittura dimezzato: da otto a quattro. A giurarlo è anche il presidente della Regione, Francesco Pigliaru. Lui non crede che la proposta di legge in discussione nella stanzetta della commissione Sanità del Consiglio regionale finirà per aumentare le spese, nonostante sia previsto in più quella regionale che si occuperà del 118 e di tutti i pronto soccorso. Anzi, come ribadito anche dall’assessore Luigi Arru, la proposta sarà il punto di partenza per ridurre un disavanzo ora intorno ai 400 milioni, ma che «in quattro anni vogliamo azzerare». Il primo passo è stato fatto con l’assestamento di bilancio: 110 milioni alle Asl, per pagare i debiti commerciali, quello successivo sarà tutto politico col commissariamento delle attuali undici Aziende e l’allontanamento dei manager nominati anni fa dal centrodestra. Quanto e come avverrà questo passaggio è ancora da decidere, forse con la stessa proposta che a ottobre sarà discussa dal Consiglio, oppure con gli emendamenti che saranno presentati in aula da alcuni partiti della maggioranza e dalla Giunta. La terza ipotesi è questa: saranno Pigliaru e Arru a fare tutto, dal commissariamento alla riorganizzazione. Nell’attesa i due, insieme anche all’assessore alle Finanze, Crisitiano Erriu, hanno sistemato due paletti importanti. Sono la Centrale unica di spesa e appalti per enti locali, società controllate, agenzie e quindi anche le Asl, e il Comitato permanente di monitoraggio della gestione delle Aziende sanitarie e del «livello di qualità dei servizi» che garantiscono.

Centrale. Già prevista dalla bozza in discussione in Consiglio, ora sarà aperta anche al resto della macchina regionale e finirà per gestire 1,6 miliardi. Con l’accentramento degli acquisti, il concetto di base è questo, sarà più facile ottenere prezzi vantaggiosi dai fornitori, dalla carta per le fotocopiatrici fino agli appalti più grossi. Nella sola sanità – è la previsione di Arru – il risparmio sarà dal 5 al 20 per cento, con un media del 15 su ad esempio siringhe, cerotti e medicinali. Va detto che le Asl e il resto della truppa di enti dovrà rivolgersi per forza alla Centrale unica, o al massimo a quella nazionale. «È un’operazione – ha detto Pigliaru – che ci permetterà di tenere sempre sotto controllo le uscite al centro ma manche in periferia».

Comitato. Saranno in tre a far parte del nuovo ufficio che avrà il compito di indagare sui conti delle Asl: i direttori generali dell’assessorato alla Sanità e al Bilancio, più un funzionario scelto dalla Presidenza. Il monitoraggio – ha detto Arru – sarà continuo e preventivo: «Ogni tre mesi ci sarà una verifica per ridurre al minimo gli sprechi». A essere messo sotto osservazione sarà anche il «livello essenziale dell’assistenza», con «valutazioni ad esempio sulle liste d’attesa». Appena sarà insediato, a giorni, il Comitato prenderà in mano i bilanci presentati dagli attuali manager (finchè rimarranno in carica) poi continuerà con i commissari (da novembre in poi?) e infine si occuperà dei direttori chea dicembre saranno nominati dalla Giunta di centrosinistra. Con Arru deciso nel dire: «La spesa va razionalizzata in fretta. Dobbiamo liberarci della sanità mangiasoldi, soprattutto l’anno prossimo quando avremo a che fare con il pareggio di bilancio».Dal primo gennaio non saranno ammessi più errori. (ua)

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