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Meridiana, la carta della Regione: la vertenza sul tavolo di Renzi

di Umberto Aime
Meridiana, la carta della Regione: la vertenza sul tavolo di Renzi

Il Consiglio approva un ordine del giorno in cui si chiede che sia il premier ad affrontare l’emergenza Tutti uniti per salvare i posti di lavoro della compagnia che vuole mettere in mobilità 1634 dipendenti

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di Umberto Aime

CAGLIARI

Il salvatore della patria può essere solo Matteo Renzi. Il Consiglio regionale vuole che sia l’uomo oggi più forte a occuparsi «in prima persona» della vertenza Meridiana. È scritto nell’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Aula, sotto gli occhi delle «magliette rosse», quelle indossate da chi è prossimo a essere messo in mobilità dalla compagnia aerea dell’Aga Khan. Si chiaro: non è uno scaricabarile e neanche la speranza nel tocco di una mano forse santa, perché – è scritto sempre nel documento – «la Regione deve continuare a partecipare attivamente e in modo propositivo al tavolo istituzionale convocato a Roma». L’impregno – si legge ancora – «deve essere massimo per garantire i posti di lavoro e far sì che la compagnia resti un patrimonio della Sardegna». Questi gli impegni, ma c’è anche un segnale ben chiaro lanciato dal Consiglio verso la dirigenza di Meridiana: «Definisca meglio quali sono gli obiettivi previsti nel piano industriale presentato alla Regione in un’ottica di vero rilancio della compagnia nell’isola». Con molta eleganza, il significato di questo passaggio è questo: il piano industriale così com’è non è ricevibile, «dovete rivederlo in molti punti», e soprattutto «il numero degli esuberi (1634) non può essere quello proposto». Bisognerà vedere quali saranno ora gli effetti dell’ordine del giorno (dovrebbe rafforzare il ruolo della Regione) nei prossimi incontri: domani, martedì e giovedì prossimi fino a quelli decisivi del 14 e del 21 ottobre. A meno che nel frattempo non intervenga Renzi e allora molto potrebbe cambiare anche nei rapporti di forza al tavolo del confronto a quattro: Governo, Regione, Meridiana e sindacati.

Il dibattito. Centrosinistra e centrodestra hanno condiviso sin da subito l’esigenza che «non possono essere messi in pericolo posti di lavoro per far quadre i conti della compagnia». Con l’assessore ai Trasporti, Massimo Deiana, la Regione ha fatto sapere che, con autorevolezza, due primi risultati sono stati raggiunti: la revoca delle lettere di licenziamento e la certezza che «se fosse necessario ai dipendenti Meridiana saranno riconosciuti gli stessi ammortizzatori concessi ad Alitalia». Ma non basta: per ora il rullo compressore della procedura-esuberi è stato solo rallentato. Proprio per questo, l’attenzione dei consiglieri regionali si è spostata sui vertici dell’azienda. I giudizi non sono stati teneri. C’è chi come Luigi Crisponi (Riformatori) ha parlato di «uomini nani nelle scelte», oppure «strategie suicide», Michele Cossa (Riformatori). E ancora: Daniele Cocco: «Vogliamo vedere tutte le carte e non solo gli annunci. Da Meridiana ci aspettiamo tutta la verità». Christian Solinas ha parlato di costi industriali esagerati e fuori mercato. Edoardo Tocco (Fi) ha aggiunto che finora dai manager non è stata dimostrata grande disponibilità ad accettare un possibile partner». È stato un tiro al bersaglio grosso, anche se Antonio Solinas (Pd) ha chiesto di «non esasperare i toni di una trattativa già molto difficile». Alla fine, nell’ordine del giorno, la stoccata ai manager ha trovato spazio, anche se abbastanza misurata.

L’assessore. Massimo Deiana, in uno dei suoi interventi, ha detto con decisione: «La Regione non vuole lasciare a terra nessun dipendente, ma non è facile inserirsi nelle intenzioni di un’azienda privata». Però sia chiaro: «La Giunta continuerà a essere presente al tavolo con grande determinazione fin dalle prossimi riunioni». Con la speranza che presto appaia Matteo Renzi sulla scena. Sì, un Renzi capace di convincere Meridiana che 1634 esuberi sono davvero troppi.

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