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Abbanoa destina 500 milioni ai cantieri

Abbanoa destina 500 milioni ai cantieri

L’assessore Maninchedda e l’ad Ramazzotti varano un piano di interventi per ridurre le perdite idriche

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CAGLIARI. Non solo Matteo Renzi è capace di rendere scattanti gli appalti anche se lo fa con il suo variegato e contraddittorio «Sblocca Italia». Ad azzerare i tempi della burocrazia si sono messi anche Paolo Maninchedda (assessore regionale ai Lavori pubblici) e Alessandro Ramazzotti (amministratore unico di Abbanoa), col loro «Sblocca Sardegna». Il risultato raggiunto dai due è questo e pare eccellente soprattutto se sapranno rispettare quanto hanno scritto su quello che può essere ribattezzato il tabellone, molto suggestivo e molto colorato, di una «burocrazia finalmente sana». Se prima ci volevano 908 giorni per assegnare un lavoro, da oggi promettono che faranno tutto in 597, con un taglio secco di dieci mesi sulla vecchia e folle tabella. Per riuscire nell’impresa, perché d’impresa si tratta, hanno asciugato un bel po’ di passaggi nelle varie autorizzazioni, assegnato ad Abbanoa l’onere degli espropri per le opere di pubblica utilità e cancellato altri doppioni. Hanno semplificato il semplificabile, meno la Valutazione d’impatto ambientale che, quando richiesta, resta ancora una strozzatura con i suoi esagerati 365 giorni minimo di iter prima del verdetto. La rivoluzione sarà sfruttata subito per accelerare i tempi di 37 appalti con allegati i progetti (145 milioni è la base d’asta) e di altri 272 (149 milioni) che devono partire ancora da zero. Un’accelerazione ci sarà di sicuro ma sarà più lenta anche per i 179 cantieri aperti (306 milioni) e gli altri 51 (204 milioni) che stanno per essere assegnati alle imprese vincitrici delle gare. A parte i numeri, il vero miracolo è che ad accettare questa sfida è stata la più volte vilipesa Abbanoa, il gestore unico del servizio idrico. «Non è ancora guarita, ma siamo sulla buona strada e ora puntiamo all’efficienza con i conti a posto», ha detto l’assessore Maninchedda. Poi è stata la volta di Alessandro Ramazzotti, nato a Nuoro ed esperienza consumata nel Nord Italia, all’esordio in una conferenza stampa. Dopo aver raddrizzato in pochi mesi l’organizzazione della società, è stato proprio lui a sollevare l’asticella delle promesse: «Dimostreremo che siamo molto meglio di quello che si dice in giro». Annunci, quelli dell’assessore e dell’amministratore, pronunciati sotto lo sguardo attento del presidente della Regione, Francesco Pigliaru, che ha detto: «Siamo di fronte a un modello di velocità prodotto in casa e vogliamo replicarlo anche in altre procedure». Nel frattempo, oltre agli appalti-sprint, Abbanoa si è impegnata a ridurre le perdite nella rete, ora sono oltre il 50 per cento per allinearsi alla media nazionale del 30, a sfruttare al massimo le professionalità esterne nella progettazione, ma soprattutto «migliorare come non mai il rapporto con gli utenti». Per Abbanoa sembra cominciata un’altra era, anche se molto deve essere ancora fatto. L’ha confermato Maninchedda: «Capitalizzata la società e regolato il rapporto con banche e fornitori ora ad esempio vogliamo abbattere i costi per l’energia pagati dal gestore del servizio idrico: gli attuali 50 milioni sono un’esagerazione». Qualcosa d’importante dovrà essere fatto ancora all’interno: «Seppure – ha detto Ramazzotti – ci siamo impegnati ad assumere le figure di vertice che mancavano per mettere a pieno regime la società». Sono questi gli obiettivi e sempre l’amministratore unico ci ha messo non solo la faccia ma parte dello stipendio di un anno: su 160mila euro, 40mila li avrà solo se raggiungerà buoni risultati. È stato lui a fare la proposta alla Regione e alla prossima assemblea dei soci sarà messa in votazione. L’approvazione è scontata. (ua)

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