Stochino: «Mai minacce» Il sindaco: «Fatto grave»
Il titolare dell’hotel Murru era già intenzionato a chiudere sino alla primavera Il primo cittadino: «Il paese però ha voltato pagina, è solo un episodio isolato»
INVIATO AD ARZANA. Non basta la crisi economica a far soffrire gli imprenditori turistici, reduci da una stagione tra le peggiori degli ultimi decenni. Se ci si mettono anche gli attentati allora i problemi si complicano, e la voglia di andare avanti è sempre di meno. Luigi Stochino, il proprietario dell'hotel Murru, un'istituzione ad Arzana dopo trent'anni di attività, probabilmente non mollerà, ma di sicuro si prenderà una pausa di riflessione dopo l'incendio nell’albergo la notte tra martedì e mercoledì. La stima dei danni è ancora in corso, l'hotel potrebbe riaprire domenica 12 ottobre in occasione di una manifestazione internazionale dedicata alle mountain bike. Ma non è ancora sicuro, perché alcune stanze, compresi i letti e l'arredo, sono state pesantemente danneggiate dal rogo. Di sicuro, ma forse è una decisione che Stochino meditava da qualche tempo, per la prima volta dopo decenni l'hotel Murru chiuderà per l'autunno e l'inverno e riaprirà solo a marzo. Del resto l'albergo era chiuso già da qualche giorno prima dell'attentato. Dopo una stagione difficoltosa, con un po' di arrivi solo ad agosto, Stochino aveva deciso di staccare la spina, chiudere l'albergo per qualche giorno, e passare un breve periodo di vacanza a San Teodoro con i familiari più stretti, gli stessi che lo affiancano nella gestione dell'hotel a tre stelle. La notizia dell'incendio doloso l'ha avuta proprio quando era in vacanza, e l'ha costretto a fare precipitosamente rientro ad Arzana la notte stessa.
Ma cosa è accaduto esattamente all’una e trenta di mercoledì? L'hotel Murru, che si chiama così dal nome del primo proprietario che l'ha realizzato negli anni ’80, si affaccia su piazza Roma, il salotto di Arzana, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale e da un belvedere che consente la vista sino alla costa ogliastrina. L'albergo è un'istituzione, si diceva: non solo per la posizione centralissima, ma anche perché comprende un ristorante e un bar che sono una tappa quasi obbligata per chiunque si rechi ad Arzana. Nel tempo si è ritagliato il ruolo di supporto logistico per qualsiasi manifestazione si svolga nel paese. Si tratti del Porcino d'oro o del Rally di Sardegna Bike, l'hotel Murru è la struttura alla quale appoggiarsi. Il sindaco Marco Melis, rattristato per l'accaduto, si spinge oltre e lo definisce un "servizio pubblico" per il paese di 2500 anime che guida da quasi dieci anni. La notte scorsa gli autori dell'attentato sono entrati dal retro dell'albergo, nella stretta e isolata via Suya. Una volta scavalcato il cancello, hanno forzato le porte d'emergenza al secondo piano della struttura, e là hanno svuotato diversi bidoni di benzina in almeno cinque stanze, cospargendo letti e arredi. Il piano prevedeva che l'esplosione dovesse essere amplificata dal gas: infatti due grossi tubi di materiale plastico erano stati collegati alla grande bombola posta nel garage dell'albergo e trasportati sulle scale esterne sino al secondo piano. Volevano, insomma, provocare un'esplosione a catena una volta che le fiamme fossero entrate in contatto con il gas.
Un piano ardito, non si sa quanto efficace persino in teoria, che nella pratica per fortuna è sostanzialmente fallito, almeno per i danni ingenti che si proponeva di provocare. Qualcuno nella notte ha notato subito le fiamme, o forse si accorto del trambusto attorno all'hotel, e ha dato l'allarme. L'intervento dei vigili del fuoco di Lanusei, il cui distaccamento dista poco più di sei chilometri dal centro di Arzana, è stato rapido e provvidenziale. Una volta sul posto, gli specialisti hanno subito capito di trovarsi di fronte a un attentato complesso nella sua esecuzione, consapevoli soprattutto del pericolo che sarebbe derivato dall'esplosione della grande bombola del gas. Al termine di un lungo intervento sono riusciti a domare le fiamme, limitando i danni a poche agli arredi di cinque camere su un totale di 35 e dunque a poche decine di migliaia di euro. Dall'esterno, l'albergo, ristrutturato da un paio d'anni, non presenta danni. Per l'imprenditore, che a causa dei radicali lavori di restauro e della crisi vive da un po' di tempo una situazione finanziaria difficile, è l'unica nota positiva. Stochino, che gestisce l'hotel Murru da 18 anni, dice di non aver mai ricevuto minacce o estorsioni. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Lanusei, coordinati dal capitano Danilo Cimicata, vagliano ogni ipotesi, anche le più inverosimili. Ma l'attentato è il segno di una nuova stagione di violenza in un paese che sino a pochi decenni fa era al centro di numerose vicende criminali? «Credo proprio di no – dice il sindaco Melis – da tempo Arzana ha voltato pagina. È un fatto gravissimo ma isolato».
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