La Nuova Sardegna

Edilizia e reti urbane: i piani Ue

di Alfredo Franchini
Edilizia e reti urbane: i piani Ue

Una pioggia d’interventi mirati per risollevare le sorti dell’economia regionale

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CAGLIARI. Una pioggia di interventi, migliaia di rivoli su cui sono state incanalate le risorse europee: una massa di denaro che, se usata a dovere, può creare benefici permanenti al sistema economico dell’isola. Escludendo i progetti di grande impatto sul territorio, si contano 2.358 progetti cofinanziati dal Por Fesr del quadro 2007-2013 e di cui non si ha una minima idea dei loro effetti perché sino a oggi non c’era un monitoraggio: un punto su cui la giunta vuole cambiare.

Categorie. Gli interventi attraversano tutte le categorie: dagli interventi sull’edilizia scolastica alle piazze, ai musei. A Sassari, ad esempio, si va dalla bonifica dell’amianto, (come nel caso dell’Istituto tecnico industriale) al Museo «Palazzo di città»; dal potenziamento del recupero animali marini dell’Asinara agli impianti di illuminazione dei Comuni.

Rimedio. Uno dei mali nella gestione dei Fondi strutturali è stato individuato proprio nella frammentazione della spesa. E’ un male a cui l’assessore al Bilancio, Raffaele Paci, vuol eporre rimedio. E su questo sta lavorando Gianluca Cadeddu, direttore della programmazione e Autorità di sorveglianza del Por.

Cofinanziamento. Tutti i progetti sono cofinanziati: significa che che orgni euro che riceviamo da Bruxelles richiede che dalle nostre casse esca un altro euro: era un modo per coinvolgere il beneficiario dei finanziamenti. Tra burocrazia imperante e valutazioni sbagliate, gli effetti non sono stati pari alle attese.

Nord. I fiumi di denaro non sono stati usati (male) solo nelle regioni del Sud ma anche al Nord. L’indicazione viene dagli economisti della Voce.info: su un totale di oltre 730 mila interventi della programmazione 2007-2013 ben 445.728 sono stati fatti nelle regioni del Nord. Bene, solo il capitolo di spesa intitolato «contributi alla persona» in Lombardia ha avuto 309 mila interventi e tutti al di sotto dei cinquemila euro. Se la frammentazione della spesa e i ritardi nella realizzazione delle opera ha riguardato il Mezzogiorno e la Sardegna, significa che al Nord sono stati fatti soprattutto interventi di piccolo cabotaggio, probabilmente per alimentare clientele e, alla fine, sprechi di denaro.

Risultati. Nel confronto con le altre regioni la Sardegna non brilla per la celerità della spesa, eppure risulta dal Rapporto della Voce.info checoncentra meglio le risorse rispetto alle regioni dell’’Obiettivo convergenza e fa meglio, (assieme al Molise) di Campania e Calabria per quanto riguarda i conferimenti di capitale.

Costi. Come fare a sapere se i benefici dei progetti supereranno i costi sopportati dalla collettività. La giunta vuole ridurre in una quarantina di assi e non di più gli interventi che oggi vengono effettuati. Il ragionameneto parte dai costi che la collettività deve sostenere per ottenere i possibili benefici. Il nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 sarà determinante per lo sviluppo.

Assessorati. Di recente la giunta ha approvato una rimodulazione del Por Fesr 2017-2013, risorse comunitarie del fondo di sviluppo regionale, per accelerare la spesa, entro il 2015, di oltre 400 milioni di euro assegnati alla Sardegna ed evitare che vengano persi per mancato utlizzo. «Negli ultimi anni i fondi Fesr sono stati spesi con grande lentezza», ha spiegato l’assessore Paci. «Del miliardo 361 milioni di euro assegnati alla Sardegna resta da spendere il 31%, oltre 400 milioni: una sfida che vogliamo raccogliere puntando su una maggior qualità istituzionale, anche attraverso la formazione del personale coinvolto nel processo di controllo e certificazione della spesa dei fondi comunitari, e per concentrare i fondi, in modo da spenderli meglio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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