La Nuova Sardegna

In mostra la “Turandot” di Sciola

di Paolo Curreli
In mostra la “Turandot” di Sciola

Alla Banca di Sassari bozzetti, studi e il grande trono per la scenografia lirica dell’anno

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SASSARI. Oggi anche la Banca di Sassari, insieme a oltre cinquanta istituti bancari, aprirà ai visitatori le proprie sedi più prestigiose, aderendo alla tredicesima edizione di Invito a Palazzo.

Pezzo forte del percorso espositivo di quest'anno sarà la mostra dedicata al lavoro scenografico di Pinuccio Sciola per la Turandot – realizzata in collaborazione con l'associazione NoArte, Paese Museo di San Sperate –. Attraverso i bozzetti, gli studi preparatori, le foto, gli elementi della scenografia e, naturalmente, le Pietre Sonore, i visitatori potranno ripercorrere la genesi delle scenografie create per l'opera andata in scena al Teatro Lirico di Cagliari tra giugno e luglio, con la regia di Pier Francesco Maestrini.

Una perla nella stagione voluta dal soprintendente Mauro Meli che ha posizionato al terzo posto nazionale – dopo giganti come La Scala e il Regio di Torino – le vendite di abbonamenti del teatro sardo. La Turandot di Cagliari ha rappresentato una momento davvero importante nella storia dello spettacolo non solo per la Sardegna. Al Lirico l'opera è entrata nel XXI secolo nel momento in cui la perfida Turandot, oltre a tagliare teste, ha inforcato i Google Glass e si è prestata a un interessante esperimento di rappresentazione collettiva e interattiva.

Ed eccola finalmente anche a Sassari la Pechino da favola della perfida principessa, trasformata da Sciola in un pianeta di pietre. All’ingresso il grande trono, presentato imballato come per la partenza verso un’altra messinscena.

All’interno, una saletta con i modelli in pietra che sono serviti per la costruzione delle grandi scenografie. «Un’esperienza unica ed elettrizzante vedere cambiare scala ai bozzetti, da pochi centimetri a decine di metri in pochissimo tempo – racconta il maestro di San Sperate –. Un’esperienza che mi ha fatto davvero bene e mi ha rimesso nella condizione di un’artista che comincia un’avventura completamente nuova». L’esperienza del lavoro d’equipe la si può rivivere nella sala del consiglio della banca, dove viene trasmessa la musica immortale di Puccini mentre scorrono le immagini dell’opera messa in scena a Cagliari. Per Sciola un’esperienza fluida con una grande coesione di idee. «Maestrini ha visitato il mio studio e la è cominciato tutto, si aggirava e sceglieva. Sembrava che i lavori che erano nel laboratorio fossero già su misura per le idee che il regista aveva in mente». Le grandi pietre di Sciola rinascono in un’altra vita quando vengono percorse in scena dalle luci del light designer inglese Simon Corder. Le fenditure verticali e le ombre vibrano alla luce come i suoni emessi dalle pietre sonore. E lo scultore ha ritrovato proprio nella collezione della Banca di Sassari la sua piccola scultura che ha ispirato il grande trono per la Turandot.

Una giornata dedicata all'arte nella quale l'Istituto consolida il suo impegno nel coltivare la storia e le memorie della Sardegna. L’esposizione è visitabile oggi dalle 10 alle 19 nella sede della direzione centrale in viale Mancini 2. Ottima occasione anche per ammirare la notevole collezione d’arte della banca.

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