Protezione civile, al via il nuovo polo decentrato
Nulla osta di Gabrielli da Roma, ora informazioni ai Comuni in tempo reale L’assessore: grande soddisfazione. Il direttore: daremo la massima assistenza
SASSARI. Ci sono voluti 10 anni e le violenti polemiche nate dopo l’alluvione del 18 novembre scorso, costata la vita a 19 sardi e danni per 650 milioni. Ma alla fine la Protezione civile regionale è ora realtà. Ieri il via operativo è stato dato da Roma e Cagliari. E adesso le prime dichiarazioni sono improntate verso la volontà di operare da subito al meglio. Dice Graziano Nudda, capo della struttura che dovrà prevenire gli effetti delle catastrofi naturali e combattere contro nubifragi e roghi: «Mentre vigili del fuoco, polizia e carabinieri continueranno a essere coordinati dalle prefetture, noi sul campo potremo contare su 1.400 uomini della Forestale e su uno straordinario concorso di forze comunali, associazionistiche, statali e regionali. Aggiunge l’assessore all’Ambiente, Donatella Spano: «L’avevamo promesso al momento d’inizio mandato e abbiamo rispettato il nostro impegno».
Il merito di aver sbloccato in tempi relativamente rapidi una situazione incancrenita dal 2004, quando la legge nazionale avrebbe dovuto venire applicata nell’isola, va in effetti alla giunta regionale di centrosinistra guidata da Francesco Pigliaru. Quello nato in queste ore è un Centro funzionale decentrato della Protezione civile nazionale. A firmare l’ultimo nulla osta è stato il numero 1 del Dipartimento, Franco Gabrielli.
«Oggi c’è grande soddisfazione – osserva ancora l’assessore – perché l’autorizzazione arriva a riconoscimento del lavoro svolto e perché d’ora in poi saremo all’interno della rete generale: tutto ciò permetterà di garantire alla nostra regione maggiore sicurezza».
Notevoli le chance tecniche in più offerte grazie a questo passo avanti. «Tramite il Centro di competenze meteorologiche nella sede Arpas di Sassari e il Centro degli esperti idrologici di Cagliari potremo elaborare previsioni più precise e dettagliate sui luoghi e sui tempi delle precipitazioni - spiega il direttore Nudda – E quindi inviare direttamente quelle notizie ai Comuni: a loro garantiremo poi la massima assistenza attraverso il front office previsto nel Piano delle procedure». La Protezione civile regionale sarà avviata in fase sperimentale fino al 31 dicembre. Data a partire dalla quale agirà in piena autonomia dal Centro nazionale.
Se uno dei suoi compiti principale è appunto la produzione di avvisi meteo e di rischio-acque, il polo attivato nell’isola sotto questo profilo si occuperà inoltre di gestire ed elaborare tutte le informazioni di natura fisica, meteorologica e territoriale. Al suo funzionamento danno il loro apporto una pluralità di soggetti: oltre all’Arpas, la direzione generale dell’Adis, Ente Acque, Corpo Forestale, Ente Foreste, associazioni di volontariato, Ordini professionali e l’assessorato dei Lavori pubblici, insieme con le varie sedi del Genio civile. «Elaboreremo così soglie di rischio a gravità crescente, contrassegnati nell’ordine dai colori giallo, arancione e rosso – chiarisce in ultima analisi Graziano Nudda - E poi evidenzieremo le soglie di pericolo in rapporto ai singoli eventi: tutto questo per rappresentare nel modo più realistico possibile le diverse situazioni meteo e idrogeologiche in evoluzione».
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