Gay e antigay, in piazza sfida dei sit-in
Da una parte le “Sentinelle in piedi” che contestano le legge anti omofobia, dall’altra il neonato movimento omosessuale
NUORO. Alle 11 di ieri, poco prima che cominci la manifestazione, un gruppone di turisti francesi diretti al museo del costume, di fronte al consistente spiegamento di forze dell’ordine che divide in due piazza Vittorio Emanuele, si ferma interdetto e in un italiano stentato chiede: «Che succede?». «Niente – risponde loro un anziano – se non ho capito male stanno manifestando contro i gay o qualcosa del genere». In realtà, la prima domenica mattina di inizio a ottobre a Nuoro è molto più complessa e variegata di quanto una risposta secca non riesca a trasmettere. Ieri mattina, infatti, per la prima volta dopo tantissimi anni, il capoluogo barbaricino mostra in piazza due delle sue anime più profonde e in antitesi. Da un lato il folto e variegato popolo che difende i diritti dei gay, che raccoglie al suo interno studenti, giovanissimi, elettori di sinistra ma non solo, e il nascente movimento omosessuale nuorese. Dall’altra il neonato movimento spontaneo delle “Sentinelle in piedi”, composto mediamente da presenze più mature e di tendenze conservatrici, ma anche da esponenti del mondo cattolico, professionisti, casalinghe. Un mondo variegato, insomma, che proprio ieri, a Nuoro come in altre cento città d’Italia, sceglie di manifestare in modo silenzioso il proprio dissenso nei confronti del decreto legge anti-omofobia che porta il nome di Ivan Scalfarotto, e che amplia i diritti per gli omosessuali e le coppie gay, e introduce pene più severe per i comportamenti omofobi.
E così, alle 11.30 di ieri, di fronte a turisti, curiosi e ai gitanti della domenica, va in scena la Nuoro che non ci si aspetta. «Che facciamo qua? È semplice – risponde Teresa, una delle “sentinelle” promotrici della manifestazione – siamo qui per difendere la famiglia, il suo valore, il matrimonio tra uomo e donna, ma anche per dire no all’utero in affitto, e alle norme introdotte dal decreto Scalfarotto che mette in discussione la libertà di espressione, perché se viene introdotto a noi potrebbe anche costare una denuncia esprimere un’opinione riguardante la famiglia e il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre». Le Sentinelle nuoresi – stando ai dati della questura quelle ieri in piazza sono circa una quarantina – esprimono a modo loro, dunque, il dissenso al decreto Scalfarotto: lo fanno rimanendo in piedi e in silenzio, per un’ora, in piazza, e leggendo il libro che ognuno si è portato da casa.
Il folto popolo arcobaleno risponde anch’esso a suo modo e in due momenti diversi: una prima volta di mattina, con la semplice presenza ai margini della veglia delle Sentinelle. Una seconda volta nel pomeriggio, con la fantasia, un mucchio di colori, e uno striscione con una frase piuttosto eloquente. Un voluto richiamo alla manifestazione delle Sentinelle: “Voi leggete il passato, noi scriviamo il futuro”. «Perché – dicono i manifestanti – il decreto Scalfarotto introduce norme di civiltà che non ledono i diritti di nessuno, ma ci rendono tutti uguali di fronte alla legge. È una vergogna che ci sia chi questi diritti li vuole limitare».
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