La crisi Meridiana affossa il Costa Smeralda
Dopo i numeri record dell’estate nello scalo restano solo tre compagnie e pochissime destinazioni
OLBIA. Meno voli della compagnia aerea madre, più voli dei concorrenti. Nel risiko di Meridiana - due soli aerei a Olbia, quando il piano dei licenziamenti sarà operativo (se lo sarà, e se non subirà modifiche) - un ruolo tutto nuovo potrebbe averlo l’aeroporto. Controllato sempre dall’Aga Khan, lo scalo gallurese è alla vigilia di un ridisegno imponente. Uno, perché superati i 2 milioni di passeggeri - e questo avverrà a fine anno - dovrà aprirsi alla concorrenza: oltre alla Geasar, la spa di Karim che lo gestisce, i servizi di handling (l’assistenza a terra degli aerei) dovranno essere curati, via bando pubblico, da un’altra società. Fine del monopolio, parte prima. Due, perché il ridimensionamento di Meridiana potrebbe portare all’arrivo di nuove compagnie. Fine del monopolio, parte seconda. Uno scenario che, solo in minimo parte, si manifesterà nella stagione invernale in partenza il primo novembre. E che sarà, comunque, più desolata del solito. All’aeroporto di Olbia operereranno solo tre compagnie: Meridiana, Air Berlin, easyJet. Per dieci sole destinazioni e non tutte giornaliere: Roma e Milano (rotte della continuità territoriale), Bologna e Verona (rotte della continuità territoriale 2, a rischio), Napoli e Torino (via Cagliari), Malpensa, Dusseldorf e Monaco (unici voli con l’estero). Rispetto allo scorso inverno, manca il collegamento con Londra, che faceva easyJet. E c’è un punto di domanda su quelli per Bologna e Verona. Al momento, i due voli sono disponibili (e prenotabili) sul sito di Meridiana, ma su di loro pesa l’incognita della decisione della Commissione europea. Come ha svelato l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana, Bruxelles ha dichiarato illegittima la continuità territoriale 2. Perché vìola la libera concorrenza. E ha bloccato il rinnovo del bando. Che cosa potrebbe succedere tra qualche settimana è difficile da dire con precisione. Gli slot (l’assegnazione delle rotte) per quei due aeroporti saranno confermati? Ci sarà un intervento della Regione in deroga? Meridiana, finora, ha volato per Verona e Bologna senza incentivi pubblici. Si è accollata l’onere di fare da sé (si suppone senza perderci) la continuità territoriale. Ma nella palazzina della compagnia, a Olbia, si ragiona su tutte le opzioni. Anche perché la continuità territoriale 2 doveva rappresentare un’occasione per ridurre il numero degli esuberi (1634 su 2101 dipendenti del vettore e dell’hangar). L’unica novità positiva, in ottica sarda, è il ritorno del volo Olbia-Cagliari. Da novembre, dopo un lungo periodo d’assenza, sarà possibile prendere un aereo per lo scalo di Elmas e, da lì, per Bologna e Napoli, ormai la base più forte della nuova Meridiana.
Sul fronte internazionale, c’è poco da dire. Air Berlin continuerà a volare su Dusseldorf e Monaco e, solo per il periodo natalizio, su Zurigo. I voli non sono ovviamente giornalieri, ma hanno una discreta frequenza. easyJet, dopo aver messo in circuito Londra, esce di scena: ma resta il suo volo per Malpensa, sempre molto richiesto. Questo per l’immediato futuro, e c’è da scommettere che i passeggeri protesteranno per la mancanza di collegamenti con l’estero (niente Spagna, niente Francia, niente Inghilterra) e che Geasar risponderà che non ci sono voli perché non ci sono passeggeri. Sarà così? Chi avrà ragione? Non ci sono studi indipendenti che possano mettere la parola fine alla tenzone che va avanti da anni e anni.
Ma la rivoluzione, per Geasar, sta per arrivare. In tutti i sensi. A livello organizzativo, a livello commerciale. Il ridimensionamento di Meridiana, la società che la controlla, imporrà a Geasar una nuova mission. Se il piano dei licenziamenti passasse così come è, a Olbia resterebbero solo due aerei di Meridiana (quelli per i voli su Roma e Milano) e, di fatto, Geasar sarebbe incentivata (o obbligata) a far di tutto per far sbarcare altre compagnie. Non Ryanair, perché la politica aziendale non è quella di usare fondi pubblici (che Olbia ha preso in minima parte e per pochi anni) per aprire nuove rotte. Servirà un po’ di fantasia, ovviamente. Perché l’obbiettivo è quello di tenere inutile la società, come sempre è avvenuto nel recente passato. E, tagli e ricavi dai negozi a parte, l’unico modo è quello di avere dei voli.
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