La Nuova Sardegna

“Pelo malo”, se la libertà individuale passa attraverso i capelli

“Pelo malo”, se la libertà individuale passa attraverso i capelli

MADRID. «Pelo malo è un film sulla violenza che viviamo in Venezuela, tanto forte da essere passata dalla politica alla vita intima, al gesto, allo sguardo. Volevo rappresentare quanto sia grave ogni...

2 MINUTI DI LETTURA





MADRID. «Pelo malo è un film sulla violenza che viviamo in Venezuela, tanto forte da essere passata dalla politica alla vita intima, al gesto, allo sguardo. Volevo rappresentare quanto sia grave ogni passo che, nella quotidianità, sommiamo alla mancanza di rispetto dell'altro, a volte per discriminazione di razza, altre per quella sessuale o per differenza politica». La venezuelana Mariana Rondon è autrice e regista di “Pelo malo”, il suo terzo lungometraggio, uno dei grandi vincitori del Torino Film Festival, per la migliore sceneggiatura e la migliore interpretazione femminile di Samantha Castillo nel ruolo di Marta, già vincitore della Concha de Oro a San Sebastian e che sarà sugli schermi italiani dal 30 ottobre. La Rondon racconta come “Pelo malo”, un piccolo film sulla libertà dell'individuo e il diritto a scoprire la propria identità, senza sottostare al giudizio altrui, interamente venezuelano e destinato a restare nei confini nazionali, sia «diventato d'improvviso un mostro universale», distribuito in 30 paesi, mietendo premi e nomination sulle due sponde dell'Oceano.

La trama. Fra gli agglomerati urbani della periferia di Caracas, Junior, 9 anni (Samuel Lange Zambrano vive con la giovane madre Marta, vedova e disoccupata.

I rapporti fra i due sono tutt'altro che amorevoli, anche a causa dell'ossessione della madre per l'aspetto del figlio che, da parte sua, vorrebbe solo potersi stirare i capelli, crespi e ribelli, così da fare bella figura nelle foto di classe. «In America Latina – spiega la regista – pelo malo è sinonimo peggiorativo della razza nera. In Venezuela c'è una tale mescolanza di razze, che non è raro trovare un bianco coi capelli ribelli e crespi. I parrucchieri fanno affari d'oro: allisciare i capelli è la seconda fonte di entrate dopo il petrolio»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative