La Nuova Sardegna

Aga Khan: meno Olbia, più Obama

di Guido Piga
Aga Khan: meno Olbia, più Obama

Accordo tra il network di Karim e gli Usa per progetti di sviluppo in tutto il mondo

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OLBIA. Uno dei programmi più ambiziosi di Obama – il sostegno alla società civile dei paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina contro i governi autoritari, una sfida globale in difesa delle libertà contro il terrorismo – ha un partner d’eccezione: l’Aga Khan. Nei giorni scorsi il presidente americano ha firmato un’intesa con Akdn (Aga Khan Development Network), l’agenzia di Karim che, da oltre 50 anni, sostiene progetti sanitari, scolastici, infrastrutturali, culturali nelle aree più depresse del mondo. L’annuncio è stato dato con un lungo comunicato della Casa Bianca in cui l’accordo – stretto anche con il governo svedese – è stato definito «nuovo e rivoluzionario».

Che cosa faranno insieme, Obama e l’Aga Khan? Metteranno su dei centri per sostenere la società civile (intesa nell’accezione più ampia, dalle organizzazioni non governative alle famiglie) in Paesi in cui le libertà – di parola, di associazione, di partecipazione politica, di professione religiosa – sono a rischio, o comunque difficili da difendere o far crescere.

Un piano di lunga durata, di grande impatto, che toccherà l’ambiente, la sanità, l’istruzione, le nuove tecnologie. E anche culturalmente sorprendente (nel senso positivo) perché Obama si è affidato all’organizzazione di un capo religioso islamico. L’Aga Khan, appunto, della corrente moderata, tollerante e innovatrice dell’ismailismo. Non è secondario che il piano punti sulla società civile, quella che, proprio nei paesi islamici, in quelli più integralisti, fatica a trovare uno spazio, un ruolo riconosciuto. Non è trascurabile che, in un recente discorso, l’Aga Khan abbia definito la società civile «una delle forze più potenti del nostro tempo, quella che avrà un'influenza sempre più universale».

E non c’è da stupirsi che l’Aga Khan abbia avuto questo incarico. Non solo perché con gli Stati Uniti ha sempre avuto un rapporto stretto: si laureò ad Harvard e il presidente Kennedy, due mesi dopo il suo insediamento, nel marzo del 1961, lo ricevette alla Casa Bianca (Karim era stato da poco per la prima volta in Sardegna, nel dicembre del 1960, per chiudere la primissima compravendita dei terreni della futura Costa Smeralda). Ma anche perché l’agenzia Akdn funziona bene in tutto il mondo, e trova forti sostegni finanziari dai governi e dai privati.

Dentro quell’agenzia c’è Akfed, il fondo proprietario di Meridiana. Come detto dal presidente della compagnia aerea Rigotti, sentito in consiglio comunale a Olbia, Akfed produce utili in tutte le sue attività, tranne che nel trasporto aereo. Un modo per dire che i finanziamenti al vettore non sono più sostenibili.

Akfed è attivo in Afghanistan, Bangladesh, Burkina Faso, Canada, Congo, Costa d’Avorio, India, Kenya, Madagascar, Mali, Mauritius, Mozambico, Pakistan, Senegal, Tagikistan, Tanzania, Uganda. Costruisce scuole, ospedali, strade, ponti, e gestisce industrie (alluminio, pvc), strutture turistiche (alberghi); si occupa di banche e assicurazioni; vende automobili; edifica dighe per la produzione di energia; garantisce la presenza della rete dei cellulari. Un impero al servizio dei Paesi più poveri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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