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Chiude con successo l’ottava edizione di Karel Music Expo

di Gabriele Balloi
Chiude con successo l’ottava edizione di Karel Music Expo

CAGLIARI. Termina con un forfait l’ottava edizione del Karel Music Expo. Causa il mal tempo, si è dovuta cancellare la terza, conclusiva serata negli spazi del Teatro Civico di Castello. Ma si...

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CAGLIARI. Termina con un forfait l’ottava edizione del Karel Music Expo. Causa il mal tempo, si è dovuta cancellare la terza, conclusiva serata negli spazi del Teatro Civico di Castello.

Ma si potranno comunque richiedere i rimborsi, entro mercoledì, al Box Office in viale Regina Margherita.

Saltati, perciò, gli attesissimi Mouse On Mars come altri ospiti in scaletta, sabato si sono almeno esibiti (al Piccolo Teatro Santa Croce) i due songwriter Massimiliano Forleo, alias The Traveller, e Stefano Cherchi, preceduti dall’esibizione del gruppo artistico ConTatto alla sala cannoniera del Ghetto. Svoltisi regolarmente, invece, gli appuntamenti del 2 e 3 ottobre. Con la consueta formula, fra palco principale (esterno) ed un acoustic stage (interno), pure quest’anno Vox Day ha comunque invitato, al KME, nomi di richiamo e d’un certo interesse. Come gli Orb, inventori dell’ambient- house e incontrastati signori delle chill-out room per oltre un decennio.

Ma dei componenti originari c’è soltanto Alex Patterson, dopo 26 anni di carriera, a mescolare l’elettronica col dub, la techno, l’ambient, attraverso atmosfere “minimal” e “trance”, che in passato li hanno fatti accostare a Brian Eno, Tangerine Dream, Jean-Michel Jarre e altri, pur avendo personalissima connotazione. Di tutt’altra pasta, i vulcanici Bud Spencer Blues Explosion, duo romano che, dal vivo, sforna decibel quanto un esercito di musicisti. Il drumming tellurico di Cesare Petulicchio e la sferzante, virtuosistica chitarra di Adriano Viterbini danno subito ragione al nome: un deflagrante mix di blues, rock e grunge, innestati su sonorità quasi heavy. Più “soffuse”, psichedeliche e sognanti certamente le Lilies On Mars, all’anagrafe Lisa Masia e Marina Cristofalo, portate alla ribalta da Franco Battiato, con il loro dream-pop ipnagogico, che srotola tappeti di sonorità distorte, a metà strada fra noise e shoegazing. Mentre più acido, graffiante è il cantautorato di Maria Antonietta e della sua band: sebbene canti «Faccio finta di essere convinta», di decisione ed energia ne ha da vendere; peccato solo che i fonici non ne abbiano amplificato adeguatamente la voce.

Da tutt’altro pianeta, arrivava il canto vellutato di Duke Garwood e della sua chitarra, cantastorie dell’anima, che intarsia il silenzio con un ammaliante, intimissimo blues.

Coglie di sorpresa poi il mordace, sarcastico esperimento “metal” di Bologna Violenta, incarnato dal polistrumentista Nicola Manzan, in bilico fra autoironia e denuncia sociale. E ancora: synth-pop e new wave dei Fluon; il country rock più sentimentale di Fabio Canu; il personale psychedelic rock di Perry Franck.

E poi ancora Jack Jaselli, Oh Me My, Giovanni Truppi, Saffronkeira. Insomma, anche con una data in meno, la serata saltata per il nubifragio,il Karel Music Expo anche nell’edizione di quest’anno non delude.

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