La Nuova Sardegna

Magia di Tuttestorie Addio con una festa

di Daniela Paba
Magia di Tuttestorie Addio con una festa

Cagliari, finale per il festival dedicato all'arte di raccontare Un luna park per i ragazzi, tra immagini, libri e laboratori

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CAGLIARI. Nel castello delle meraviglie che diventa l'ExMa' durante “Tuttestorie”, le sorprese non mancano mai. Equamente distribuite tra grandi e piccini, contagiano buonumore, sviluppano curiosità e stimolano creatività. Mentre al centro del piazzale si prepara la festa finale, i ragazzi fanno la fila davanti al Teatro Incosciente: sei valigie (quelle per trasportare materiali elettrici) si trasformano in altrettanti teatrini, un manovratore inconsapevole e uno spettatore stanno uno di fronte all'altro, dietro le quinte e davanti al sipario, in cuffia e perciò isolati.

Il manovratore riceve istruzioni per muovere piccoli oggetti d'uso quotidiano sulle mappe del palcoscenico mentre lo spettatore ascolta la storia che l'altro agisce inconsapevolmente. La Voce delle Cose mette in scena così, in pochi minuti, Cenerentola e Pinocchio, il dramma di Romeo e Giulietta ma anche i viaggi di Marco Polo e gli episodi più famosi dell'Orlando furioso. I burattinai di ieri viaggiano oggi con un bagaglio di storie da proporre nelle piazze e nei festival “fuori dai circuiti teatrali”, davanti a un pubblico più vasto e variegato. Sorprendente è il lavoro della compagnia teatrale TPO che trasforma in spazio scenico la Galleria centrale. Esempio raffinatissimo di teatro visuale Il giardino dipinto vede in scena due danzatrici e un proiettore che, appeso al soffitto, riempie lo spazio a pianta centrale di tappeti, fiori, macchie di colore sulle quali si svolge la danza sinuosa delle fanciulle. La voce narrante del pittore curdo Rebwar Saeeb introduce il pubblico nella dimensione da Mille e una notte mentre le ballerine portano i bambini ad imitare i loro movimenti tra i colori. Tutto lo spettacolo è interattivo: suoni, forme, colori si moltiplicano o si smorzano secondo i movimenti in scena, momenti corali si alternano a duetti sapienti, in una dimensione onirica. Dietro le quinte i tecnici governano i computer collegati ai sensori del tappeto magico e l'effetto di quadrifonia avvolge il pubblico sulle traversine.

Libri, grafica, caratteri a stampa, ma anche MediaLab: “Tuttestorie” è un luna park dove i ragazzi imparano a costruire pop-up, a realizzare una serigrafia, si sparpagliano in una caccia al tesoro, giocano con un flipper fatto di libri, scoprono la retroproiezione entrando nelle immagini sui muri. E se molto ruota intorno all'infanzia, domenica mattina ad ascoltare Gustavo Pietropolli Charmet, c'erano genitori ed insegnanti. Resterà nel ricordo dell'incontro con lo psichiatra la sorpresa che scomparso Edipo è apparso Narciso, il quale soffre anche di più perché se il senso di colpa si supera, la vergogna di essere “brutti” brucia oggi come il giorno in cui hai vissuto la tua figuraccia. Resteranno i ritratti della madre postmoderna che alleva il bambino geniale ma non ha il tempo di accudirlo perché fin da piccoli si lavora sull'autonomia reciproca in corsa contro il tempo.

Resteranno i padri catapultati dal narcisismo maschile al masochismo paterno, e quei ragazzi alle prese con un corpo che cambia, da silente e infantile a rumoroso e adolescenziale, pronti a manipolarlo con senso di onnipotenza, a scambiarlo con un avatar rinunciando al sociale o a punirlo con una ferita perché non corrisponde alle aspettative. Tra le storie che il Festival ha intrecciato quella di Pia Valentinis che pubblica la sua prima grafic novel sugli emigrati italiani in Australia dal titolo Ferriera, Coconino editore, e così racconta suo padre mentre Chiara Carminati in Fuori Fuoco racconta per Bompiani l'esodo e la Grande guerra in Friuli. Storie che compongono un passato recente, gli danno voce, lo rendono sorprendente e vivo.

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