Ripristino degli argini, mancano 8 milioni
Bloccati i lavori su una delle sponde del rio Posada devastate dal nubifragio, resta la paura in Baronia
Entro fine mese dovrebbero concludersi i lavori di consolidamento dell’argine destro del fiume Posada, opere per mettere in sicurezza i centri abitati di Torpè e Posada. Nulla invece si sa sui tempi di rispristino della sponda sinistra quella che protegge le campagne dove ci sono numerose aziende agricole e nel corso degli ultimi decenni sono sorte centinaia di abitazioni. Per la ripartizione dei fondi relativi agli interventi post alluvionali, i due comuni che hanno subìto danni per milioni dall’inondazione del 18 novembre, hanno inoltrato a suo tempo una richiesta all’assessorato regionale ai Lavori pubblici. Ma ora il violento acquazzone della notte scorsa ha fatto piombare nuovamente la popolazione nel panico, visto che gli unici fondi arrivati sono stati utilizzati per opere stradali e pulizie.
La speranza è che il nuovo finanziamento integrativo venga al più presto inserito in una nuova ripartizione di fondi. L'intervento proposto dai due Comuni a valle dell’invaso prevede opere che garantiscano la minima sicurezza dal rischio di completa distruzione, «Esiste un progetto che prevede l'esecuzione su entrambi i lati dell'argine di un “piede di fondazione” e un rivestimento di pietrame - fanno presente i sindaci, Antonella Dalu e Roberto Tola - Mentre tutta la struttura arginale dovrebbe essere rivestita con mantellate in rete e la realizzazione sulla sommità di un piano di calcestruzzo armato per evitare l'infiltrazione dell'acqua». «L'argine sinistro naturalmente dovrà essere più basso di quello dell’altra sponda che volge verso i due paesi, in maniera tale da privilegiare un eventuale esondazione del fiume sul lato opposto a quello degli abitati», proseguono. Da tenere presente comunque che anche sulla sponda nord del rio Posada sono presenti numerose abitazioni e aziende agricole, completamente allagate in novembre.
Il costo complessivo dell'intervento è di 9.5 milioni, ma solo 1.5 per ora sono a disposizione del Consorzio di bonifica. Quindi a tutt’oggi 8 mancano all’appello, nonostante le richieste pressanti. Da ricordare infine che solo a Torpè ci sono 34 famiglie ancora sfollate e che senza il ripristino degli argini, non potranno certo far rientro nelle loro abitazioni.
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