Film, “Il Rosa Nudo” vince a Melbourne
Ancora un riconoscimento internazionale per Giovanni Coda
MELBOURNE. Il Rosa Nudo, il film del regista cagliaritano Giovanni Coda, ispirato alla vita di Pierre Seel ha vinto il Best International Award al Muff 2014 di Melbourne.
Dopo la Première Nazionale alla ventottesima edizione del Torino Glbt Film Festival 2013, la proiezione quale evento speciale “per il suo alto valore artistico, storico e morale” alla settima edizione del Queer Lion Award nel corso della settantesima Mostra Internazionale di Venezia e la partecipazione all' undicesima edizione del Florence Queer Festival 2013, il film di Giovanni Coda ottiene un nuovo riconoscimento mondiale con questa vittoria australiana.
Il regista cagliaritano sottolinea la difficile strada della sua opera non confortata dall’appoggio della Film Commission – struttura della Regione sarda nata con lo scopo di incoraggiare e sostenere la produzione cinematografica e offrire nuove opportunità alle professionalità presenti nell'isola –.
Giovanni Coda è pacato ma deciso: «è un momento di festa e non ho intenzioni di fare polemiche sterili. Ma viene sempre il momento di ricostruire i fatti e fare qualche ragionamento. Il lavoro è arrivato sul tavolo della Film Commission già realizzato, non abbiamo chiesto finanziamenti ma solo l’appoggio per la promozione internazionale. Non abbiamo mai ricevuto risposta».
«Questo premio – afferma l'autore e regista – è il quarto riconoscimento a livello mondiale, il secondo negli Stati Uniti. Siamo davvero felici e siamo consapevoli dell'importanza che un film come Il Rosa Nudo andrà acquistando nel tempo. E' incredibile il successo ottenuto negli States dove abbiamo effettuato più proiezioni che in Sardegna. E' un dato su cui riflettere è dovrebbe essere lo spunto tra l'altro per l'apertura di una discussione che abbia come focus quali “prospettive future” per una cinematografia aperta e competitiva e soprattutto un resoconto sulle reali possibilità nonché competenze da parte della Film Commission di prendere in carico e valorizzare film dalle caratteristiche contemporanee come il nostro e in generale tutte le produzioni che ad essa si rivolgono. Per quanto ci riguarda. Giunti a questo punto e presenti su quattro continenti e premiati su tre, è palese che su questo prodotto, chi di dovere, non ha dato dimostrazione di competenze adeguate in materia di promozione e tanto meno ha dato dimostrazione di possedere alcuna strategia culturale. Meno che mai economica».
Il Rosa Nudo è un lavoro di cinematografia sperimentale ispirato alla Vita di Pierre Seel ed alla autobiografia scritta in collaborazione con Jean Le Bitoux, che a sua volta è stato uno dei più importanti attivisti per i diritti Glbt in Francia e in Europa. Questo toccante testo letterario non è stato mai tradotto in italiano. Parlare della vicenda traumatica di Seel, significa rimarcare gli orrori compiuti dai nazisti anche nei confronti di chi era schedato come omosessuale. Il Rosa Nudo si concentra soprattutto su un episodio doloroso e terribile che segnerà per tutta la vita l'emotività di Seel che, all'epoca dell'internamento, aveva solo 17 anni. Deportato nel campo di Schimerck, assisterà all'atroce morte del suo compagno.
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