Meridiana, timidi segni di disgelo
Una prima apertura per il pensionamento di 140 dipendenti. La compagnia condannata per comportamento antisindacale
OLBIA. I dipendenti li hanno beccati alle 9 del mattino, all'ingresso del ministero del Lavoro. “Che ci fanno qui, se l'incontro è alle 3 del pomeriggio?”. Alla fine li hanno marcati e fotografati, mentre andavano via in moto. Roberto Scaramella e Paolo Carcone, ad e capo delle relazioni industriali di Meridiana, con tanto di casco, sono finiti su Facebook e giù commenti a valanga su trattative più o meno segrete nei palazzi del potere. Tutto questo mentre a Tempio, in due distinte sentenze, la compagnia veniva condannata per comportamento antisindacale: aveva impedito ad alcuni piloti di tornare al lavoro dalla cassa integrazione (ora potranno farlo) e cancellato i voli agevolati agli iscritti all’Usb (li riavranno).
Le premesse per una giornata tesa c'erano dunque tutte, a Roma. E invece - anche se i sindacati sono cauti, prudenti, guardinghi - Meridiana ha fatto un'apertura sulla riduzione dei licenziamenti. Non solo per il numero dei dipendenti che potrebbero andare in pensione: dagli 86 ai 140. Ma soprattutto perché - per bocca di Carcone - l'azienda si è impegnata a «valutare un recupero di produttività che permetterà il rientro nel ciclo produttivo di un certo numero di lavoratori». Ovvero, una modifica al piano industriale che per ora prevede 1634 esuberi su 2101 dipendenti in organico tra la compagnia e l'hangar, un taglio del 77% della forza lavoro.
Che cosa c'è, dietro questa formula? I sindacati, sempre uniti, occorre dirlo, hanno chiesto spiegazioni. Ma Carcone (Scaramella non ha partecipato al tavolo ministeriale) ha rimandato la risposta all'altro incontro della serie, in programma già domani. È ipotizzabile che la compagnia stia pensando a nuovi voli da mettere nel network, magari quelli della continuità territoriale 2, se l’Ue darà il via libera e la Regione farà il bando. «Valutiamo positivamente questa apertura sulla rivisitazione del piano industriale – dice Elisabetta Manca, Uil –, ma aspettiamo i fatti concreti e non ci facciamo illusioni: sappiamo perfettamente che sarà una trattativa lunga e difficile. Essere uniti, come sindacati, può cambiare molte cose».
Sul tavolo è arrivata un’altra novità: ottenere la cassa integrazione per altri due anni è possibile. L’ha chiarito il ministero, ma a una condizione: che Meridiana, di piano, ne presenti uno di rilancio e non di licenziamenti. Un ostacolo, al momento, difficile da superare per la manifesta volontà della dirigenza di licenziare per salvare la compagnia. «È un fatto importante perché dimostra che avevamo ragione – dice Franco Monaco, Cgil –. Lavoreremo perché l’azienda presenti questo piano che permetterebbe di bloccare o ridurre i licenziamenti. E, con molta cautela, osserviamo che una piccola apertura in questo senso è arrivata».
Ancora più prudente Francesco Staccioli, Usb: «È stata una riunione tecnica, meglio precisarlo. Noi vogliamo che l’azienda punti a riprendersi il mercato del trasporto aereo, dato in crescita da tutti, e, con la cassa o contratti di solidarietà, tenga così dentro i suoi dipendenti».
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