Ad Aglientu l’antica arte africana che incantò Picasso
AGLIENTU. L’arte africana subsahariana tra XIII e XIX secolo fino al 20 ottobre ad Aglientu al Museo Mud'À. Una mostra unica con pezzi eccezionali per ammirare l'arte dall'Angola alla Costa d'Avorio....
AGLIENTU. L’arte africana subsahariana tra XIII e XIX secolo fino al 20 ottobre ad Aglientu al Museo Mud'À. Una mostra unica con pezzi eccezionali per ammirare l'arte dall'Angola alla Costa d'Avorio. Dai bronzi di Ife (XIII-XIV secolo), a quelli di Benin (XVI-XVII secolo), fino alle maschere Kif.
Si tratta di opere d'arte provenienti da una collezione privata e quindi inedite, al livello di quelle custodite nei più importanti musei d'Europa. Le opere più qualitativamente straordinarie sono tre teste in bronzo provenienti dalla città sacra di Ife, databili tra XIII e XV secolo, una delle quali di dimensioni eccezionali; a seguire due preziosi bronzi Mumuye (XVIII-XIX secolo; diversi bronzetti di Benin, databili tra XVI e XVIII secolo e una scultura in bronzo Fon. Si tratta di culture riscoperte a partire dalla fine dell'800, quando una spedizione "punitiva" inglese mise a ferro e fuoco la città nigeriana di Benin dalla quale vennero asportati centinaia di bronzi poi confluiti nei più grandi musei del mondo. Straordinarie sono anche le numerose maschere in mostra.
Ammirare queste opere tutte assieme, significa gettare uno sguardo all'arte contemporanea, gli oggetti in mostra appartengono allo stesso mondo che influenzò profondamente l’arte moderna. La svolta che portò alle avanguardie del '900 (a cominciare dal cubismo di Braque e Picasso) coincise con le principali esposizioni europee il cui obbiettivo era quello di evidenziare la superiorità della civiltà occidentale. Quelle mostre, tuttavia, finirono per influenzare i più importanti artisti europei. Lo stesso Picasso ricordava come: «Non riuscivo a distaccarmi da quanto avevo davanti agli occhi. E compresi che mi stava succedendo qualcosa. Le maschere non erano come le altre sculture: erano qualcosa di magico, si ergevano contro tutto, contro gli spiriti ignoti e minacciosi. E io continuavo ad ammirare quei feticci...».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google