La Provincia chiede un confronto all’Eni
Sassari, la presidente Giudici convoca un vertice per parlare di occupazione e ambiente a Porto Torres
PORTO TORRES. Un incontro urgente con i vertici dell’Eni per un confronto serio sui temi dell’ambiente e dell’occupazione nell’area industriale di Porto Torres. L’hanno chiesto ieri il presidente della Provincia Alessandra Giudici e gli assessori Paolo Denegri e Rosario Musmeci per capire che cosa sta accadendo attorno al progetto Matrìca della chimica verde e agli investimenti previsti per la realizzazione di una iniziativa che continua ad avere troppi punti oscuri. La Provincia chiede «di essere aggiornata» sul percorso relativo al progetto di Enipower per la centrale a biomasse (da giorni gira l’indiscrezione che l’opera sia stata cancellata) e sulle attività dei cantieri e dei programmi di Matrìca. Il rischio, infatti, è quello di creare nuovi disoccupati nell’area di crisi.
Intanto crescono le polemiche sulle bonifiche nelle aree Syndial dell’ex Petrolchimico di Porto Torres dopo che l’Eni ha ufficializzato l’affidamento dell’incarico alla società Astaldi. Ieri il deputato Mauro Pili - che aveva già fatto una denuncia simile nei mesi scorsi - ha presentato anche una interrogazione parlamentare ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico.
«L’Eni si conferma società coloniale a tutti gli effetti – ha affermato il leader di Unidos – e fa piazza pulita delle imprese sarde. Ha scelto l’Astaldi, tutte escluse le imprese isolane e i consorzi, compresi quelli patrocinati da Confindustria e Confapi. L’incarico è andato stranamente all’impresa da sempre fidata del gruppo Eni».
Secondo Pili »il Governo è complice e non fa niente per arginare l’arroganza dell’ente di Stato». Mauro Pili ha preannunciato anche che invierà una segnalazione alle Autorità garanti per la concorrenza, per la trasparenza e per gli appalti.
Secondo il parlamentare, dei milioni di euro messi in campo per le bonifiche nell’area industriale di Porto Torres, «nell’Isola non resterà neppure un euro. E a questo si aggiunge che il progetto presenta punti oscuri, con la realizzazione di nuove discariche per una bonifica che sa di grande schiaffo alla Sardegna».
Pili parla di un piano di bonifiche che è molto simile «al gioco delle tre carte. Bonifiche costose ma giocate con l’obiettivo di togliere da una parte e mettere dall’altra, sempre dentro l’ex Petrolchimico di Porto Torres. Insomma, interventi pagati molto per non cambiare niente». E denuncia proprio la possibile creazione di altre discariche in una zona che, invece, deve essere bonificata, risanata totalmente e non con azioni che - in effetti - lasciano molti dubbi. Nell’interrogazione, Mauro Pili chiede conto delle autorizzazioni e dei progetti esecutivi, di discariche vecchie e nuove. E propone di bloccare le procedure di affidamento per «predisporre un atto di intesa tra i Ministeri e la Regione e forme trasparenti che prevedano anche il coinvolgimento di imprese locali».
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