La Nuova Sardegna

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Vocazioni al minimo storico

di Mario Girau
Vocazioni al minimo storico

Iscrizioni alla Pontificia Facoltà Teologica: meno religiosi, più laici

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CAGLIARI. Anche in Sardegna, come nel resto d'Italia, diminuiscono le vocazioni al sacerdozio e aumentano voglia e desiderio dei laici di impadronirsi dei segreti della teologia. E' ormai il trend consolidato che preoccupa non poco vescovi e sacerdoti. I laici esperti nelle scienze bibliche sono una risorsa per la Chiesa, ma le figure centrali della pastorale rimangono i preti. I numeri della crisi sono stati ieri ufficializzati da padre Maurizio Teani, preside della Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, nel discorso d'apertura in occasione dell'inaugurazione del nuovo anno accademico. Nel 2013-2014 gli iscritti all'Ateneo cattolico sono stati 181: 33 preti e diaconi, 51 seminaristi, 21 religiosi e 76 laici. I sacerdoti-studenti frequentano per conseguire licenza o dottorato in Teologia fondamentale, morale o pastorale. I seminaristi seguono il percorso di formazione al sacerdozio caratterizzato da due momenti integrati e necessari: ciclo di studi filosofici, biblici e teologici (circa 60 esami) con il conseguimento del baccellierato, requisito minimo per "cantare messa", e formazione e preparazione al sacerdozio nel seminario regionale. Il serbatoio sacerdotale sardo è quasi al minimo. Gli effetti sono visibili nelle chiese locali dell'isola: 833 preti per 622 parrocchie, 304 religiosi e 95 diaconi permanenti (uomini sposati che non possono celebrare messa e confessare), clero con un'età media molto elevata, rinforzi in arrivo dall'Africa e dall'Est europeo. Salita anche l'età media dei seminaristi, molti dei quali fanno la scelta vocazionale dopo la laurea o un'esperienza lavorativa. Sardegna uguale al resto del paese, dunque. Tra abbandoni e decessi dal 2000 al 2010 la Chiesa cattolica in Italia ha dovuto fare a meno di circa 8 mila preti, mentre ne ha ordinati poco più di 4.500.

I cattolici sardi hanno una grande voglia di cultura religiosa. Tra Cagliari, Sassari e Tempio, dove funzionano gli Istituti superiori di Scienze religiose, oltre 400 laici due-tre volte la settimana frequentano i corsi per conseguire il magistero, la laurea e la laurea magistrale in scienze religiose. Almeno per loro non valgono le pessimistiche conclusioni del "Rapporto sull'analfabetismo religioso in Italia", cui ha fatto riferimento padre Maurizio Teani nella prolusione. Dal "Rapporto", curato dallo storico Alberto Melloni, emerge che gli italiani hanno idee fantasiose, largamente diffuse, su ciò che racconta la Bibbia e sul messaggio da essa veicolato; ignoranza delle elementari regole di lettura e interpretazione del testo biblico e dei pronunciamenti della Chiesa; visione spesso inadeguata, a volte addirittura distorta, delle verità di fede fondamentali; sentimento religioso che poggia sull'immaginario infantile.

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