I cinesi scoprono la Deledda Un accordo tra Università
CAGLIARI. “Uomini siamo, Elias, uomini fragili come canne, pensaci bene. Al di sopra di noi c'è una forza che non possiamo vincere”. Queste celebri righe dall’”Elias Portolu” insieme ad altri romanzi...
CAGLIARI. “Uomini siamo, Elias, uomini fragili come canne, pensaci bene. Al di sopra di noi c'è una forza che non possiamo vincere”. Queste celebri righe dall’”Elias Portolu” insieme ad altri romanzi di Grazia Deledda potranno nel prossimo futuro essere letti da milioni di cinesi nella loro lingua. «Quella di promuovere la traduzione in cinese è una fase ovviamente complessa e richiede del tempo» spiega Giuseppe Marci, docente di Linguistica, che insieme al Rettore Giovanni Melis, del Prorettore vicario Giovanna Maria Ledda, del Prorettore alla didattica Paola Piras e del Direttore del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, Ignazio Putzu ha accolto ieri la delegazione della City University of Hong Kong nell’Aula Magna del Rettorato. Si è trattato di un appuntamento del progetto condiviso dai due atenei dedicato all’opera della scrittrice insignita del Nobel nel 1926, inquadrata nello studio della letteratura mediterranea. Preparati da una serie di incontri e seminari ad Hong Kong e Macao avviati a maggio scorso, con proiezioni dei film tratti da romanzi della Deledda, i sette docenti e i dodici studenti della delegazione guidata da Xu Xi, leader del Master in Scrittura creativa dell’importante ateneo, ha appena trascorso una settimana a Nuoro e nei luoghi deleddiani, a partire da Galtellì, che corrisponde alla Galte di “Canne al Vento”.
Proprio da questo romanzo partirà il prossimo passo del progetto che, aggiunge Marci, «vedrà un gruppo di studenti della nostra università cominciare una traduzione inglese di “Canne al Vento”, che ha bisogno di essere ripresa in mano e rinfrescata. L’università di Honk Kong con uno staff di numerosi docenti americani e inglesi esperti di scrittura creativa oltre che di traduzione, darà un contributo importante. Per la traduzione in cinese ci vorranno ulteriori passi – ribadisce Marci– per ora stiamo scommettendo su un percorso di formazione degli studenti nella traduzione che potrà avere un risultato positivo nell’immediato ma potrebbe richiedere tempi più lunghi».
Oltre a Marci e Xu Xi, sono intervenute ieri le docenti di lingua inglese Luisanna Fodde e Isabella Martini, e Ciriaco Offeddu, ingegnere nuorese e manager di numerose aziende italiane in Asia, che proprio con la sua partecipazione al master in scrittura creativa a Hong Kong ha fatto nascere un primo interesse per Grazia Deledda da parte della prestigiosa università asiatica. Le conclusioni sono state affidate al Prorettore alla Didattica Paola Piras. «E’ un progetto fondamentale che si sposa con nostre linee d’azione per promuovere nuovi percorsi didattici nell’ambito delle relazioni internazionali tra gli atenei e in particolare degli scambi che il nostro Ateneo ha con la Cina e che riguardano tutte le discipline. In questo caso si apre all’approfondimento sull’opera della Deledda che prima in quei paesi non c’era» ha spiegato la docente. La ricerca è aperta anche ad altri atenei asiatici ed europei, a cominciare dall’Università spagnola di Malaga, presente all’incontro con un rappresentante, e si propone di ampliarsi a progetti di studio sulle opere degli scrittori di tutta l’area mediterranea. L’accoglienza dell’ateneo cagliaritano è proseguita nel pomeriggio con l’invito alla delegazione cinese ad una visita allo studio dello scultore Pinuccio Sciola a San Sperate.
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