La Nuova Sardegna

La rivincita degli attori “bolliti”

di Gianni Olla

Mickey Rourke e Bruce Willis in “Sin City. Una donna per cui uccidere”

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Nove anni dopo il discusso esperimento di “cinema-fumetto”, ritorna sugli schermi “Sin City”, ovvero la città del peccato inventata da Frank Miller nelle sue celeberrime “graphic novel”, e filmata nuovamente da Robert Rodriguez, questa volta senza l’assistenza spirituale e filmica di Quentin Tarantino. Il nuovo film, “Sin City. Una donna per cui uccidere”, prende il titolo dal primo dei quattro episodi che compongono il quadro narrativo, talvolta citando altre avventure dei protagonisti di questa breve serie e di altre storie di Miller. Il primo racconto, interpretato da Eva Green richiama immediatamente, e non solo genericamente, il più bel romanzo di Chandler, “Addio mia amata”, più volte portato sullo schermo e mai in versione fumettistica. È però curioso che gli altri tre episodi, più originali sul piano narrativo, si possano classificare, seguendo l’ispirazione tarantiniana, autenticamente “postmoderni”, con il loro intreccio di tematiche classiche e di richiami all’horror noir contemporaneo. Un altro aspetto contradditorio è l’averlo girato in 3D – ma è visibile, e si consiglia caldamente, la pellicola normale. Poiché l’intento degli autori, tra i quali appunto Miller, è il rispetto della forma specifica della “graphic novel”, non si capisce perché forzarne la profondità di campo. D’altro canto, giusto per pareggiare il conto, altri film, tratti da opere letterarie – in primis “Il grande Gatsby” con Di Caprio – esibivano una scenografia digitalizzata della New York di un secolo fa che, invece di citare Edward Hopper, finiva per costruire una vera e propria “graphic novel”. Per tornare a “Sin City”, il miracolo è la convivenza di attori “bolliti” come Bruce Willis e Mickey Rourke con dive e divi del giovanilismo contemporaneo. Il risultato è che i “bolliti” diventano delle vere e proprie icone di un cinema “noir” – quello tratto da Chandler e Hammet – che non esiste più.

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