«Tornano i feudatari del paesaggio»
Pigliaru ripristina il vecchio Piano paesaggistico: quello che vietava tutto ai comuni mortali, ma con lo strumento delle intese consentiva tutto a soggetti bene individuati; quello che conteneva...
Pigliaru ripristina il vecchio Piano paesaggistico: quello che vietava tutto ai comuni mortali, ma con lo strumento delle intese consentiva tutto a soggetti bene individuati; quello che conteneva migliaia di errori sulla effettiva posizione nelle carte dei beni da proteggere; quello che ha bloccato la pianificazione dei Comuni della Sardegna»: così l'ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci (nella foto), commenta la revoca del Pps: «Si tratta di una scelta compiuta in assoluta solitudine in spregio alle pompose dichiarazioni riguardo al coinvolgimento dei territori. Mentre noi abbiamo ascoltato gli enti locali e gli altri soggetti con un percorso di partecipazione durato tre anni, loro si sono limitati ad eseguire gli ordini dei capibastone di partito. È un'azione all'insegna della politica del disfare, che non dà alla Sardegna un nuovo strumento, ma solo il ritorno al passato remoto. Sono i fatti ad aver dimostrato che il piano del 2006 è ben lontano dall'essere quel formidabile strumento di tutela ambientale di cui parlano con enfasi i radical chic con la villa in riva al mare. Pigliaru ci riporta indietro all'epoca dei feudatari del paesaggio». Per Antonello Peru (Forza Italia) è «un ritorno al vecchio piano paesaggistico che, parafrasando un noto spot, profuma di intesa: ovvero gli atti discrezionali che la giunta ora potrà adottare per consentire a pochi signori di realizzare interventi che sono vietati a tutti i comuni cittadini. Con le intese sono stati colati migliaia di metri cubi di cemento nei pressi delle coste sarde».
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