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Il fronte del no pronto alla mobilitazione

Non piace a Luca Sanna, presidente regionale di Confagricoltura, l’idea di fare da foglia di fico a un’impresa industriale che potrebbe non produrre alcun ritorno economico per gli agricoltori «Il...

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Non piace a Luca Sanna, presidente regionale di Confagricoltura, l’idea di fare da foglia di fico a un’impresa industriale che potrebbe non produrre alcun ritorno economico per gli agricoltori

«Il progetto Sommi&Ghisolfi fa parte di una più ampia gamma di progetti che si lucidano il pelo a spese dell'agricoltura – esordisce – mentre gli obiettivi sono altri, non certo il rilancio dell'agricoltura. Non siamo contrari in via pregiudiziale ma siamo molto attenti al reddito dell'agricoltore. Questo è il punto discriminante, siamo disponibili a qualsiasi tipo di coltura anche per uso industriale, canna, carciofo, a patto che l'azienda agricola ne tragga il giusto reddito. Non vogliamo fare la foglia di fico per dare lustro a iniziative che nulla hanno di agricolo ma che sono industriali. Sento parlare di terreni dati in affitto per le coltivazioni. Ai soci, proprio quest’anno, sconsiglio di dare terreni in affitto. I titoli pac vengono attribuiti ai titolari e in affitto non si è più titolari» .

Il bioetanolo della Sommi&Ghisolfi non attira molto neppure Radio Luna, dal 1975 la “radio sociale” di Carbonia .

Dai microfoni di “Mattinando”, il programma che Luciano La Mantia conduce dalle 9 alle 11, parte ogni mattina un appello contro il progetto biofuel. «Continuiamo a combattere – dice – per non ripetere gli errori del passato: cedere terra che non produrrà nulla in cambio di qualche posto di lavoro. Non dobbiamo più permettere che si chiedano finanziamenti per iniziative momentanee che servono solo a far arricchire l’imprenditore che avrà incentivi per 10 anni e poi andrà via. Abbiamo un’agricoltura di qualità, su questo dobbiamo puntare». Altrettanto contrario al biofuel nel Sulcis è Ivan Garau, esponente di spicco del Movimento delle partite Iva. «La Mossi&Ghisolfi – assicura – si “mangerebbe” il 15% delle risorse del Piano Sulcis, 30 milioni di euro, per dare lavoro a 250 persone. Con 30 milioni di euro si possono rilanciare tutte le imprese agricole del Sulcis. Propongono agli agricoltori 1.200 euro l’anno a ettaro che, tolte le spese irrigue e di concimazione, si ridurranno a 500. Siamo pronti a mobilitarci se il progetto andrà avanti». (f.t.)

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