Pili: «Devastazione per 15 anni poi rimarrà il deserto»
DALL’INVIATO A PORTOSCUSO. Le canne al vento hanno sempre ricordato al deputato di Unidos, Mauro Pili, le belle pagine di Grazia Deledda. Da qualche tempo, evocano, con fastidio, cisterne di biofuel...
DALL’INVIATO A PORTOSCUSO. Le canne al vento hanno sempre ricordato al deputato di Unidos, Mauro Pili, le belle pagine di Grazia Deledda. Da qualche tempo, evocano, con fastidio, cisterne di biofuel e sterminate distese di campi coltivati ad arundo donax, pari, dice, a 5mila campi di calcio. Il progetto della Sommi&Ghisolfi piace molto poco al deputato di Iglesias che definisce «una devastazione ambientale del Sulcis» e che, in merito all’iniziativa industriale, ha presentato un’interrogazione parlamentare.
«Un’area ciclopica per produrre – denuncia Pili – nel cuore agricolo del Sulcis la arundo donax, la cosiddetta “canna comune”, la stessa specie che devasta la California e che gli Stati Uniti hanno deciso di combattere in tutti i modi perché distrugge l’ambiente. Il gruppo Mossi&Ghisolfi, che si occupa di bioenergie, ha presentato un progetto per radere al suolo il Sulcis agricolo e mettere in piedi una coltivazione di canne in grado di produrre additivi per biofuel. Un business fatto di contributi pubblici e pubblici incentivi. Sfruttamento per 15 anni dei terreni e poi deserto. Il progetto – precisa Pili – è all’attenzione del ministero dello Sviluppo economico e gode delle entrature più autorevoli nei palazzi del potere romano. Dal ministero di via Veneto per arrivare a Palazzo Chigi. Amici di Renzi, come il patron della società, Guido Ghisolfi, che risulta essere il primo finanziatore, insieme alla moglie, della campagna elettorale delle primarie di colui che sarebbe stato il futuro premier. Stanziamento dichiarato di 100 mila euro per la fondazione che finanziava la scalata di Renzi».
Un’iniziativa, secondo Pili, coperta da grande riserbo ma in fase avanzata di realizzazione. «Un progetto – dice il parlamentare – che non risulta formalmente presentato in alcuna istituzione locale e regionale. Ma è certo che esponenti di primo piano della società Biochemtex del Gruppo Mossi&Ghisolfi si siano recati ripetutamente nel Sulcis Iglesiente accompagnati da esponenti di partito e istituzionali. Il piano risulta totalmente sconosciuto nei dettagli e nelle procedure. L’unico dato certo è che a fine giugno il progetto è stato presentato a Invitalia, il braccio operativo del ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di un’operazione di una gravità inaudita – insiste il deputato di Unidos – sia nelle forme che nella sostanza del progetto. Questo governo sta cercando di scaricare la ripresa produttiva di Alcoa millantando il progetto del biofuel. Un atteggiamento a doppia velocità, lenta per la ripresa produttiva di Alcoa e veloce per il progetto privato di Mossi&Ghisolfi. Si tratta di un piano speculativo giocato sulla testa dei lavoratori». L’iniziativa industriale della Sommi&Ghisolfi appare a Pili come la pietra tombale di uno sviluppo agricolo di qualità e dei distretti agronomici specializzati nel Sulcis Iglesiente.
«Un progetto devastante sul piano ambientale che cancellerebbe per sempre le qualità agronomiche del Sulcis e dei suoi terreni. La coltivazione di ben 5mila ettari di arundo donax, specie invasiva e devastante, nelle aree agricole del Sulcis prevede l’utilizzo di terreni che erano stati destinati alle colture intensive e per questo dotati di adeguate infrastrutture irrigue. È un progetto del tutto contraddittorio rispetto alle stesse linee guida del Piano Sulcis che tra le filiere prioritarie aveva indicato proprio l’agroalimentare e la sua funzione strategica verso l’agroindustria.
«Il progetto di impiantare 5mila ettari di arundo donax – osserva Pili – è un’ipotesi destituita di ogni analisi agronomica, geopedologica e climatico-ambientale. In realtà – conclude – si tratta del solito sviluppo all’indietro. Mai una crescita, in Sardegna, con prospettive. Solo occupazione di suolo , in 10 anni si chiude il ciclo degli incentivi pubblici e dopo avere distrutto il territorio si va via».(f.t.)
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