La Giunta e lo sviluppo sostenibile
La strategia seguita per mettere ordine nelle leggi urbanistiche
di CRISTIANO ERRIU *
L’approvazione del DDL di superamento del Piano Casa 2009 così come l’annullamento del Piano Paesaggistico della precedente Giunta Regionale, e tutte le norme che d’ora in poi saranno adottate da questa Giunta, sono parte di una strategia che intende porre ordine in questa normativa e dare certezze agli operatori senza deviare da una impostazione basata sullo sviluppo, la sostenibilità e la più rigorosa tutela del nostro patrimonio naturale e paesaggistico. Insomma, coniugheremo sempre la tutela dell’ambiente con lo sviluppo.
Inevitabilmente, trattandosi di contemperare diversi interessi, questo può e deve generare un dibattito nella pubblica opinione. La Giunta regionale ha preventivamente attivato tale dibattito e intende proseguire anche nelle fasi di discussione, successive all’approvazione del DDL sollecitando un contributo di chiunque sia interessato a suggerire miglioramenti o elementi di maggior chiarezza; finanche correzione di eventuali errori. Il tutto secondo un principio di massima trasparenza. La proposta è aperta al contributo di tutti: delle forze politiche in Consiglio ma anche delle associazioni ambientaliste, di categoria e soprattutto dei cittadini. A questo proposito sarà aperto un apposito spazio di comunicazione che consentirà, rapidamente, di fare le proprie osservazioni. Tutto nella massima trasparenza. Un dibattito aperto ma anche un controllo continuo e costante su ciò che facciamo.
Dispiace constatare tuttavia che il volenteroso desiderio di tutela dell’ambiente spesso generi una diffidenza preconcetta nei confronti di qualunque atto governativo, anche quando la complessità dei temi e delle norme su cui si opera richiederebbero un esame ponderato e obiettivo per evitare di voler vedere malizia a tutti i costi, e di ritenersi unici difensori di beni che stanno particolarmente a cuore a questo governo regionale.
Le osservazioni di una parte molto precisa del mondo ambientalista sembrano infatti riferirsi a un testo differente da quello varato dalla Giunta, in particolare per una serie di valutazioni rispetto alla coerenza con lo spirito e la norma del Piano Paesaggistico del 2006 e con la necessità di creare discontinuità rispetto al Piano Casa del 2009.
Chiunque, con quella semplice comparazione che noi, ovviamente, abbiamo sempre usato come strumento base del lavoro, potrà valutare inutilmente allarmistiche queste valutazioni e non considerare tutto l’insieme di abrogazioni rispetto alle norme della precedente amministrazione (golf, scantinati, riapertura di processi autorizzativi, etc.) per il quale, a riprova, oggi il centrodestra ci attacca.
Appare strumentale e fuori luogo, poi, speculare sui drammatici fatti di Genova, quando il disegno di legge approvato in Giunta esclude tassativamente ogni intervento in contrasto con i vincoli e le tutele idrogeologiche. Anzi, con una disposizione innovativa, prevede l’incentivazione al trasferimento dei volumi ora insistenti su aree caratterizzate da elevata o molto elevata pericolosità idraulica o idrogeologica.
Sul paventato rischio di interventi cementificatori nei centri storici è bene ricordare che gli unici interventi consentiti sono quelli destinati a garantire migliori condizioni di vita ai disabili, mentre gli interventi sui sottotetti sono consentiti solo se previsti nei piani particolareggiati adeguati al PPR.
In particolare con riferimento all’articolo 13 della legge regionale n. 4 del 2009, la scelta operata è stata di abrogare le disposizioni che consentivano la conclusione del procedimento dei piani attuativi legittimamente adottati prima dell’approvazione del PPR, ossia di quelli che non erano stati “fatti salvi” dal PPR 2006.
Il dibattito è aperto. Senza polemiche preconcette ma con un solo obiettivo: salvaguardare l’ambiente e far decollare lo sviluppo.
* Assessore regionale
agli Enti locali, Finanze
e Urbanistica
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