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Parco di Gutturu Mannu: il Wwf rischia l’esclusione

Parco di Gutturu Mannu: il Wwf rischia l’esclusione

Varata dall’esecutivo la nuova area naturalistica di oltre 20mila ettari La fondazione che gestisce l’oasi di Monte Arcosu per ora è fuori dalla gestione

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SASSARI. La bomba verde rischia di esplodere in faccia alla Regione. La giunta vara il parco di Gutturu Mannu, ma sfiora per ora l’incidente diplomatico con il Wwf. La storia è un po’ complicata. Il nuovo parco, che si estende per 20mila ettari, si intreccia intorno all’oasi naturalistica di Monte Arcosu, che il Wwf gestisce dal 1985. Nelle mani della fondazione internazionale ci sono 3600 ettari. «Più o meno il 20 per cento del nuovo parco di Gutturu Mannu – spiega il delegato regionale del Wwf Carmelo Spada –. Noi abbiamo gestito da sempre l’area di Monte Arcosu che abbiamo strappato dalle possibili speculazioni. Ecco ora vorremmo non essere esclusi dalla gestione della nuova area verde che si estenderà per 20mila ettari». Il nuovo parco interessa i comuni di Assemini, Pula, Sarroch, Siliqua, Villa San Pietro, Uta, Santadi, Domus De Maria e Capoterra. Tutti i centri hanno sottoscritto un accordo, ma il capofila di questa intesa è l’ente foreste. In questo accordo il wwf ha fatto da spettatore. Per ora.

Ma Spada non parla da guerrafondaio. Al contrario, il suo è un discorso di massima apertura e collaborazione. Ma il rischio è che il Wwf possa vedersi tagliato fuori dalla gestione dell’area di cui è proprietario, anche perché chi dovrebbe occuparsi del parco di Gutturu Mannu è l’ente foreste. Almeno sulla carta. «È vero per ora nel disegno di legge non siamo stati compresi – continua Spada –, ma abbiamo parlato con l’assessore regionale e abbiamo un incontro con il presidente della commissione. Sono convinto che si possa trovare una soluzione condivisa». Il Wwf pensa a un consorzio di cui fare parte. «Ma è tutto molto presto –conclude Spada –. Siamo certi che la grande sensibilità dimostrata dalla Regione non possa che portare a un progetto condiviso».

Ma perché questo accada è indispensabile che nella legge di istituzione del parco regionale venga creato un accordo di programma con l’ente che gestirà l’area naturalistica. E il Wwf cita anche altri casi in cui il modello della collaborazione esiste da anni, come nella riserva di Torre Guaceto. (l.roj)

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