Cgil: un rigassificatore a Sarroch
L’assessore Piras: la Regione deciderà entro l’anno su quale opzione puntare
CAGLIARI. A tutto gasdotto? O a tutto (ri)gassificatore? La Regione ha promesso: la decisione dell’amministrazione entro l'anno. Senza dimenticare la terza opzione, quella del metano liquido trasportato nelle autobotti che riforniscono i depositi-torrette sparsi in tutta l’isola. I criteri per la scelta delle scelte per il futuro energetico della Sardegna? Li ha elencati ieri l’assessore all’industria Maria Grazia Piras nel corso di un convegno a Cagliari promosso dalla Filctem Cgil: costi, iter autorizzativi, ricadute su imprese e famiglie, impatto ambientale. «Ci stiamo già lavorando – spiega – con due comitati tecnici che si stanno occupando delle valutazioni. Daremo presto una risposta. Siamo contenti che si sia aperto il dibattito. E noi ci siamo: pronti ad assumerci le nostre responsabilità». Durante l'intervento è scesa nel dettaglio. A cominciare dal gasdotto. Il Galsi è ormai solo un ricordo. Ma qualcosa potrebbe rimanere: la dorsale Toscana-Sardegna. Niente Africa o Corsica, questa volta il collegamento via tubi è con la penisola. «Stiamo valutando – dice l’assessore – e stiamo andando a verificare: è uno dei progetti attuabili, il costo si aggira intorno a un miliardo».
C’è poi il piano rigassificatore: «Parliamo -afferma – di un rigassificatore molto più piccolo di come lo si intendeva in passato. Parlerei anzi di un mini-rigassificatore. Qui bisogna valutare chi realizza l’impianto e le bretelle di interconnessione tra i bacini. Un progetto che vale 800 milioni, un po’ meno rispetto al gasdotto. Ma qui possono entrare in gioco i privati». Poi, i depositi costieri. «Valutiamo – spiega – anche questa opzione, sempre attenti, come per le altre possibilità, alle valutazione dei tempi, dei costi e delle ricadute».
Restano fermi due concetti: industria ed energia low cost. «Sono convinta – continua – che possa essere compatibile con gli altri settori su cui l’isola punta. Industria significa occupazione. E sostegno a quella che c'è già». Altra parola chiave: energia. «Senza abbattere il costo energetico – conclude – non ci può essere competitività».
Intanto dal sud Sardegna c'è chi chiama il rigassificatore. La Filctem Cgil, nell'intervento del suo segretario provinciale di Cagliari William Schirru, ha fatto i nomi. Anzi il nome: Sarroch. «C'è bisogno – dice – di decidere la soluzione più rapida per avere a disposizione il metano. È il territorio di Sarroch ha già tutte le infrastrutture necessarie e spazi: terminali marittimi, stoccaggi, competenze tecniche, vocazione industriale». Un impianto compatibile con turismo e agricoltura, ha sostenuto anche Giacomo Migheli, segretario Filctem regionale. «Ci sono già esempi di industrie – spiega – che coesistono con gli hotel o con la produzione di olive o pomodori».
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