La Nuova Sardegna

Edilizia, vademecum sulle nuove regole

di Pier Giorgio Pinna

Che cos’è già cambiato e che cosa cambierà per costruzioni e turismo: ecco come orientarsi tra le diverse norme

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SASSARI. Dubbi e interrogativi. In queste ore tanti operatori economici del turismo e dell’edilizia, così come la gente comune che ha in corso lavori in casa o conta di ampliare la propria abitazione, si pongono parecchie domande. Che cosa succederà con gli interventi presentati dalla giunta Pigliaru sul versante dell'urbanistica? Come e quando si potrà costruire? In che modo si alterneranno vecchie e nuove normative? Entro quali limiti vigeranno gli articoli del passato? E da quando cominceranno a valere le disposizioni che il consiglio regionale si appresta ad approvare? Di fronte ad argomenti complessi oggi sono così i tecnici - avvocati esperti in diritto amministrativo e specialisti come ingegneri e architetti - che vengono chiamati a dare le risposte corrette.

Prontuario. Quel che alla fine scaturisce da quesiti e chiarimenti è una piccola guida. Vademecum incompleto sul piano dei contenuti. Ma utile per le procedure che ciascuno dovrà tenere presenti. Con un’avvertenza: solo quando le disposizioni sul Piano paesaggistico e sulla Legge per l'edilizia verranno pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione si potrà ragionare sui dettagli.

Caso per caso. Sarà così meglio, per non fare confusione, distinguere la parte che riguarda il Piano paesaggistico da quella ex Piano casa. E ciò nonostante questa suddivisione possa in qualche misura apparire arbitraria, visto che in più di un passaggio le due materie spesso s'incrociano e debbano anzi essere necessariamente coordinate sul versante del diritto.

I tre governatori. Allo stato attuale - secondo gli specialisti - c'è comunque un elemento indiscutibile al di là delle polemiche politiche. Fino a oggi, e dal 2006, anno del suo varo definitivo, in Sardegna è sempre stato in vigore in maniera ininterrotta il Ppr voluto dalla giunta Soru, definito anche Legge Salvacoste. Piano paesaggistico regionale distinto, anche dal punto di vista nominale, dal successivo atto nella stessa materia approvato dall'esecutivo guidato da Cappellacci alla fine dello scorso anno: Pps o Piano paesaggistico dei sardi. In quest'ultimo caso, per disciplinare le cose, c'è stata una prima delibera della giunta di centrodestra convocata a Sassari nell'ottobre 2013 e poi una seconda, di via libera conclusivo, il 14 febbraio 2014. Quindi due giorni prima delle elezioni che avrebbero visto la vittoria di Pigliaru e il ritorno alla Regione del centrosinistra.

Dopo il voto. Questa seconda delibera era stata subito cassata in autotutela dal nuovo esecutivo, mentre quella "madre del Pps" è stata azzerata venerdì scorso. Ora si attende che il governo ritiri il ricorso alla Corte costituzionale contro il Pps per l'omessa co-pianificazione con il ministero dei Beni culturali. Nel frattempo - ribadiscono gli esperti - l'unica normativa di riferimento è sempre rimasta la legge predisposta da Gian Valerio Sanna all'epoca della giunta Soru. E questo nonostante qualcuno si sia adoperato per forzare il Piano casa usandolo come un grimaldello contro il Ppr: com'è successo negli ultimi mesi in Costa, tanto da suscitare l'intervento della magistratura penale, e in altre zone dell'isola. Un fenomeno non precisabile nei particolari perché spesso certe procedure attuative sono rimaste nell'alveo degli uffici tecnici municipali. A volte con estensioni su vecchi progetti di lottizzazione.

Norme più specifiche. Il Ddl sull'edilizia appena predisposto dalla giunta Pigliaru, come ha nuovamente spiegato ieri l'assessore Cristiano Erriu, passerà presto all'attenzione dell’aula nella sua versione definitiva e come legge potrà beneficiare del contributo offerto da tutte le categorie interessate. Da oggi in poi si avvia dunque un ampio dibattito che dovrebbe concludersi entro il 28 novembre. Perché quel giorno scadrà il vecchio Piano casa e l'ordine normativo più scontato vorrebbe che a una serie di disposizioni in vigore sino a quel momento ne subentrassero altre. Così. Molto semplicemente. Senza ritardi o intoppi.

Modalità e interventi. Ma non è detto che ci si riesca. Se questo termine sarà superato, potrebbero intervenire diverse ipotesi e varianti (vedere schema in pagina) con un inevitabile ampliamento dei tempi. A ogni modo non sarà mai in discussione la vigenza del diritto nelle differenti situazioni delineabili. Il Piano casa, nell'ultima edizione proposta dalla giunta Cappellacci, sarà valido ancora per un mese e mezzo. E, in caso di proroga, ancora per qualche ulteriore settimana. Solo in seguito comincerà a produrre i suoi effetti giuridici la nuova normativa predisposta dall'esecutivo guidato da Francesco Pigliaru e destinata all'approvazione da parte del consiglio regionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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