La Nuova Sardegna

Il Gigante “sbarca” al museo E spunta anche il terzo pugilatore

di Claudio Zoccheddu
Il Gigante “sbarca” al museo E spunta anche il terzo pugilatore

La statua è stata trasportata con una gabbia di legno dalla collina all’area espositiva di Cabras L’opera sarà ripulita e restaurata in un’area aperta al pubblico davanti agli occhi dei visitatori

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CABRAS. Un’ora con il naso all’insù. Sono durate poco più di sessanta minuti le operazioni di recupero del più grosso frammento di gigante mai trasportato fino a oggi. Un trasporto eccezionale seguito passo dopo passo dai restauratori e dagli archeologi che lavorano nello scavo del Sinis. Ieri uno dei due pugilatori rinvenuti nelle scorse settimana ha cambiato residenza e, dal primo pomeriggio, è custodito nelle sale del museo civico lagunare. L’eccezionalità dello trasporto è tutta nei numeri: «È il più grosso frammento mai recuperato da questo sito», ha detto l’archeologo Raimondo Zucca, «la sua lunghezza è di 163 centimetri. Per capire di cosa stiamo parlando è sufficiente dire che il pezzo più imponente rinvenuto durante gli scavi del 1979 era lungo appena 75 centimetri».

A rendere più complicate le cose c’erano anche i 250 chili del pugilatore di Mont’e Prama, un peso che ha convinto i restauratori a costruire una gabbia di legno attorno alla statua che con una gru montata su un camion, messo a disposizione del comune di Cabras, è stata sollevata dal sito e poggiata sul rimorchio dell’autoarticolato. Il mezzo molto lentamente l’ha trasportata attraverso il Sinis fino al museo civico di via Tharros. Una volta arrivato nella nuova casa, il pugilatore di pietra arenaria sarà il protagonista di un “restauro aperto”, come l’hanno definito dal ministero dei Beni e delle attività culturali. In altre parole, la “pulizia” della statua avverrà davanti agli occhi dei visitatori, quasi come fosse un reality show dedicato all’estetica dei giganti di pietra e alla pulizia di una statua che - secondo la ultime teorie - potrebbe essere rimasta sotto terra per circa 2300 anni. Nonostante l’eccezionalità di un trasporto mai provato prima, l’attenzione attorno allo scavo era rivolta all’ultima statua pronta a tornare alla luce. Sotto il gigante con la testa, che verrà spostato nei prossimi giorni, dovrebbe esserci un terzo pugilatore. Quella che prima era solo una speranza si è trasformata in un’indiscrezione sempre più insistente. Tanto che anche gli archeologi negano la presenza di un terzo gigante con meno convinzione rispetto ai giorni scorsi. Lo spostamento del primo gigante, poi, renderà più facile i lavori di pulizia e di rimozione del secondo, quello con la testa: «È proprio così – conferma Zucca – abbiamo proceduto alla rimozione di questa statua perché abbiamo seguito la regola stratigrafica che si applica in situazioni come quella che abbiamo appena affrontato. L’abbiamo fatto anche per avere campo libero sull’altra e per poterci lavorare sfruttando lo spazio lasciato libero dal gigante appena rimosso. Ora potremo staccare il pugilatore dal suolo e prepararlo per il trasporto, che potrebbe avvenire già domani sera». Quello che verrà fuori dallo strato di terreno subito sotto il secondo gigante, poi, è ancora un dato incerto ma sono molti quelli pronti a scommettere che il terzo gigante pugilatore sia pronto a saltare fuori dalla terra di Mont’e Prama. Un ritrovamento che confermerebbe la teoria della “discarica” creata da un popolo invasore – che potrebbero essere i cartaginesi del terzo secolo prima di Cristo – e riempita dei resti dello spettacolare santuario di Mont’e Prama.

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