La Nuova Sardegna

Slitta a venerdì il vertice su Meridiana

di Guido Piga
Slitta a venerdì il vertice su Meridiana

Azienda, Regione e sindacati lavorano sulla riduzione degli esuberi tra prepensionamenti e ricollocazione dei lavoratori

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OLBIA. Il giorno della verità su Meridiana slitta. Doveva essere oggi, a Roma. Sarà venerdì 17. Un cambio di programma tinto di giallo. “È stata l’azienda a chiederlo”. “È stata la paura per i 500 lavoratori annunciati sotto il ministero”. Tante teorie, diffuse sui social. Poi la precisazione. «Si rinvia perché il ministro del Lavoro Poletti non poteva essere presente» dice il portavoce di un altro ministro coinvolto, Lupi (Trasporti).

Caso chiuso, e tre giorni in più a disposizione di Roberto Scaramella, l’ad di Meridiana, per presentare il piano B. Un piano riveduto e corretto che potrebbe far diminuire il numero dei licenziamenti: per ora 1634 tra la compagnia aerea e l’hangar. «Così possiamo ancora lavorare a soluzioni migliori» confida Massimo Deiana, assessore regionale ai Trasporti.

Una frase che dice molto su quello che si sta muovendo dentro l’azienda dell’Aga Khan. Alcune cose Scaramella le ha anticipate, ora le sta mettendo a punto. Partendo da un dato più volte ribadito: i licenziamenti sono necessari per salvare la compagnia. Ma i margini di manovra per ridurli di numero ci sono.

Primo punto cui lavora l’ad: i pensionamenti. Possono essere più di un centinaio i lavoratori che - con sei anni di ammortizzatori sociali davanti - possono andare direttamente in pensione. Secondo punto: le Regioni coinvolte (Sardegna, Lombardia, Veneto) potrebbero ricollocare in altre aziende un certo numero di esuberi. La Lombardia, per esempio, starebbe pensando all’Expo come soluzione per gli ex Meridiana.

Terzo punto: Air Italy. È la mossa a lungo meditata. A qualche centinaio di dipendenti, tra piloti e hostess, potrebbe essere proposto di lasciare Meridiana per la seconda compagnia. Quarto punto: il numero di aerei a Olbia - due, secondo l’attuale piano - potrebbe aumentare grazie a nuove rotte da sviluppare.

Questo lo scenario possibile per il 17. I sindacati che andranno a Roma restano fermi sulla loro posizione. «Bene lo slittamento se serve per avere la presenza dei due ministri – dicono Arnaldo Boeddu e Franco Monaco (Cgil) –. Bene se ci sono interlocuzioni tra azienda e ministeri, e se servono per ottenere due anni di cassa integrazione per tutti e un nuovo piano industriale,di tutto il gruppo aereo». «Siamo un po’ preoccupati per lo slittamento – dice Gianluca Langiu (Cisl) – perché il termine ultimo per la trattativa resta il 21. Quindi, visto che di mezzo ci sono sabato e domenica, avremmo solo due giorni per continuare a trattare. Poco. Chiediamo che slitti anche la data del 21».

«Rischiamo di avere poco tempo per trovare una soluzione che porti alla difesa dei posti di lavoro e alla messa in sicurezza dell’azienda – scrivono William Zonca ed Elisabetta Manca (Uil) –. Speriamo che anche la data del 21 slitti in avanti e che questi giorni fino al 17 servano ad azienda, Regioni e Governo per trovare soluzioni concrete: un nuovo piano industriale, unione dei due vettori, certezza sugli incentivi, possibilità concrete per la ricollocazione».

«Siamo in forte opposizione al piano di licenziamenti coatti e chiediamo all’azienda un piano industriale credibile, con l’unificazione dei due vettori e con l’aumento dell’offerta – scrive l’Usb –. È l’unica strada. Non c’è più tempo per piani fallimentari e “licenziamenti miracolosi”».

Su un altro fronte, Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia in Regione, chiede al governatore Pigliaru che «non lasci svicolare Renzi: la crisi di Meridiana deve essere trattata ai massimi livelli». L’associazione Ali chiede all’eurodeputato Renato Soru (Pd) di «incontrare i lavoratori nei presidi di Olbia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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