La Nuova Sardegna

La crisi apre un buco nei bilanci della Regione

di Umberto Aime
La crisi apre un buco nei bilanci della Regione

L’assessore Paci: le minori entrate dalle tasse sono un pericolo per gli equilibri Nel 2015 siamo pronti a contrarre nuovi mutui per rilanciare gli investimenti

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CAGLIARI. L’ultimo bollettino della Ragioneria generale dello Stato mette paura anche alla Sardegna: le entrate sono in caduta libera. Colpa della crisi, le famiglie sono allo stremo, la produzione è ferma, congelato il prodotto interno lordo. Con il risultato che l’Erario pesa sempre meno nelle casse dello Stato e con un effetto domino su quelle della Regione. Nel 2013 la Sardegna ha incassato di Ires, l’imposta sugli utili delle imprese, 60 milioni in meno e anche con l’Iva (imposta sui consumi) non è andata meglio: - 21 milioni. Nel tirare la riga sull’anno passato, proprio la Ragioneria di Roma ha fatto sapere alla Sardegna che in totale il trasferimento delle entrate sarà ridotto di 130 milioni su circa 5 miliardi. Per fortuna quel bilancio è già chiuso e certificato dalla Corte dei conti, con un disavanzo di 216 milioni, altrimenti sarebbero stati guai seri. Eppure il bollettino è un segnale preoccupante: le entrate non sono cresciute quest’anno e saranno ancora meno nel 2015, perché la crisi è ancora un incubo per tutti. Se l’emergenza è questa e la tendenza non lascia presagire nulla di buono, l’assessore al Bilancio, Raffaele Paci, ha messo la partita in chiaro: «Purtroppo dalla Ragioneria dello Stato è arrivata un’altra la conferma della grave situazione economica della Sardegna che si traduce in un minor gettito tributario e quindi in minori entrate per la Regione». Di cui la Giunta dovrà tenere conto nella prossima Finanziaria, quella che segnerà l’esordio del pareggio di bilancio. Ma con le entrate così ballerine e al ribasso non sarà facile tenere il passo: «Dovremo risparmiare di più – aggiunge l’assessore – e prima di tutto ridurre la spesa sanitaria che è il verro buco nero con un disavanzo di 400 milioni. Poi dovremmo essere capaci d’investire da subito e meglio i fondi europei, con quelli dobbiamo ripartire e non possiamo sprecare neanche un euro». Se non dovessero bastare i finanziamenti di Bruxelles e quelli in arrivo dallo Stato per le infrastrutture, Paci ha annunciato che la Regione «ha allo studio anche la possibilità di accendere mutui per sostenere gli investimenti ancora nelle infrastrutture: è quello il primo gap che vogliamo azzerare». Per poi concludere: «Sarà comunque una buona Finanziaria, quella del 2015, e la faremo con grande serietà». Bisognerà capire con quali entrate e proprio l’incertezza ha scatenato la minoranza, che da sempre vedere il pareggio di bilancio come fumo negli occhi. Paolo Truzzu (Fratelli d’Italia) ha detto: «Viste le promesse dello Stato è assurdo rinunciare a priori a ricorsi per la Vertenza entrate». Poi è stato l’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci (Forza Italia) a incalzare la Giunta: «L’accordo con il Governo sul pareggio di bilancio sapevamo già che sarebbe stato un boomerang per la Sardegna, ora abbiamo la certezza: sarà una trappola mortale».

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