La Nuova Sardegna

Scavi alla coop emiliana, ma restano nodi irrisolti

di Roberto Petretto
Scavi alla coop emiliana, ma restano nodi irrisolti

Incertezza sui tempi di intervento, su condizioni e modalità fissate dal ministero per l’Archeosistemi di Reggio Emilia

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CABRAS. Dal ministero dei Beni culturali non arrivano per ora delle conferme ufficiali, ma ormai è certo che la scelta per la realizzazione della nuova campagna di scavi a Mont’e Prama è caduta sulla Archeosistemi di Reggio Emilia. Si tratta di una società cooperativa specializzata con all’attivo già numerosi cantieri archeologici, fondata nel 1986 da un gruppo giovani laureati e laureandi in discipline umanistiche e scientifiche. Aderisce alla Legacoop.

Il tentativo di avere conferme ufficiali direttamente dall’Archeosistemi cade nel nulla: una cortese ma ferma segretaria dice che al momento è impossibile parlare sia con il presidente e legale rappresentante, Lorenza Bronzoni, sia col direttore generale, Ivan Chiesi. I toni diventano ancora più rigidi quando si accenna al motivo della richiesta, ai chiarimenti sugli scavi archeologici a Mont’e Prama.

Insomma, sull’operazione, che è ancora in corso c’è massima riservatezza. Apparentemente non spiegabile, perché gli atti di questa operazione dovrebbero senz’altro essere pubblici, in tutte le sue fasi. il sottosegretario Francesca Barracciu, in un’intervista alla Nuova aveva ribadito la perfetta regolarità dell’operato del ministero. Il silenzio su alcuni aspetti però rischia di alimentare perplessità e polemiche su un’operazione che richiede massima trasparenza e visibilità.

Ora, nonostante la cortina di riservatezza, il futuro responsabile della nuova campagna di scavi a Mont’e Prama ha comunque un nome. La Archeosistemi di Reggio Emilia, stando a cio che si legge nel sito web dell’azienda, «effettua scavi stratigrafici, schedature di siti e reperti, rilievi grafici e fotografici e restauri. Dal 1998 opera anche nel settore dei beni culturali e della gestione dei servizi museali».

Al momento al ministero stanno procedendo alla fase della verifica della documentazione e poi i lavori verranno consegnati alla ditta emiliana.

«I tempi - dice Massimo Casagrande, il funzionario del ministero che sta seguendo la pratica - sono quelli tecnici necessari all’espletamento della parte burocratica».

Dei 700mila euro che verranno gestiti dalla Società Arcus (diramazione del ministero) soltanto 250mila andranno a Mont’e Prama. Il resto serviranno per gli interventi a Tharros, un insediamento importante del quale non bisogna comunque dimenticarsi e che ha bisogno anch’esso di opere urgenti.

Paolo Bernardini, dell’Università di sassari, uno dei direttori scientifici dell’area, spezza una lancia a favore degli archeologi dell’Università che operano negli scavi: «Spero - dice Bernardini - che qualcuno abbia effettivamente pensato di proseguire la collaborazione con il personale della scuola di specializzazione di Oristano. Al momento ci sono risorse per proseguire almeno fino alla fine dell’anno. Noi, come tutti sanno, stiamo operando nel pieno rispetto della trasparenza e della legalità». (ha collaborato Piero Marongiu )

@Petretto

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