Il ministero contro Zedda Lirico a rischio commissario
L’attuale Consiglio di amministrazione è in scadenza il prossimo 8 novembre Ma ancora non è stato votato il nuovo Statuto dell’ente previsto dalla legge Bray
CAGLIARI. Teatro Lirico, aumentano gli spettatori, diminuiscono le certezze per il futuro. Mentre con i suoi 7.245 abbonamenti per la stagione 2014, pari a un incremento di oltre il 44% rispetto alla scorsa edizione, quello di Cagliari diventa il terzo in Italia, dopo La Scala di Milano e il Regio di Torino – così è stato certificato pubblicamente dal Sovrintendente Mauro Meli, lo scorso 2 ottobre – aumentano parallelamente gli interrogativi sulla stabilizzazione e il rilancio di quella che è la maggiore fabbrica culturale sarda. Prestissimo infatti, cioè il prossimo 8 novembre, andrà in scadenza l’attuale Consiglio d’amministrazione e ancora non si vede disegnata all’orizzonte la struttura della nuova Fondazione, quella che, secondo le disposizioni della recente legge Bray (dal nome del ministro che l’ha varata) dovrebbe dotarsi di un nuovo statuto che modellerà ex novo la struttura.
Per essere più chiari al posto dell’attuale Cda – in cui il sindaco e presidente della Fondazione è in minoranza, e a ferri corti con la maggioranza dei consiglieri – si eleggerà un consiglio di indirizzo con il compito di controllare le linee del teatro, diretto da un sovrintendente nominato dal ministro. Ora il problema sta qua: a pochi giorni dalla decadenza del Cda attuale, non è stato ancora votato il futuro statuto. Ad aumentare lo stato di incertezza è la pubblicazione, due giorni fa, sul sito del Comune cagliaritano, di un bando per la nomina di due rappresentanti in seno al Cda del Lirico. A stretto giro di posta però è arrivato un richiamo del ministero dei Beni e delle Attività culturali, dove, non solo si ricorda alle Fondazioni di adeguare gli statuti in base alla nuova legge, ma si «manifesta l'opportunità che lo statuto e la conseguente nomina dei nuovi organi di amministrazione – così si legge nella nota diretta alle Fondazioni lirico-sinfoniche – sia approntata prima della scadenza naturale, e tanto al fine di non aggravare la serie dei procedimenti dovuti. Diversamente operando si realizzerebbe un inutile dispendio di mezzi giuridici, con nuovi organi destinati ad essere sostituiti, a norma di legge, in breve lasso di tempo». Insomma perché nominare due nuovi consiglieri se poi dureranno pochi giorni? Si presuppone forse che il nuovo Statuto non vedrà la luce prima dell’8 novembre e, considerando proprio la conflittualità interna al Cda, aumentano le preoccupazioni e i rischi che, anche in regime di prorogatio, potrebbe non arrivare pure entro la fine di dicembre, esponendo di fatto il Lirico a un serio rischio di commissariamento.
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