Asem, recessione e Ucraina in primo piano
Al meeting Asia-Europa di Milano attesa per l’incontro Putin-Poroshenko. Il Cremlino: gas a rischio
MILANO. Giorgio Napolitano che saluta i capi di Stato e di governo con un brindisi, auspicando che la Ue «imbocchi la strada di politiche più favorevoli alla crescita» e il presidente russo Vladimir Putin che arriva in fortissimo ritardo alla cena di gala, dopo l’intervento del presidente della Repubblica, sono le due immagini che chiudono la prima giornata del decimo meeting Asia-Europa (Asem) a Milano, al via ieri mattina tra le proteste di studenti, centri sociali e Femen, le attiviste ucraine.
La parola chiave è sempre la stessa: crescita. Per combattere una crisi mondiale che in Europa sta assumendo i connotati di una «tendenziale stagnazione se non deflazione». Napolitano parla davanti a 53 leader che rappresentano metà del Pil mondiale, aggancia la crisi europea a quella globale e definisce un «imperativo scottante» per l’Asem fare i massimi sforzi per superarla. Un appello lanciato anche dal premier Matteo Renzi, che in mattinata invita tutti a giungere a «una posizione comune sulla crescita sostenibile quale priorità condivisa»: perché i Paesi asiatici, la maggior parte dei quali vive una crescita invidiabile, dice, possono dare un contributo importante.
Ma se la crisi continua a farla da padrone, al centro dell’Asem di Milano c’è un altro delicatissimo dossier: quello ucraino. Angela Merkel, che chiede al Cremlino di «rispettare gli impegni di Minsk, sul quale ci sono gravi mancanze», incontra il presidente ucraino Petro Poroshenko, Renzi lo vede in tarda serata e Napolitano nel pomeriggio, mentre in serata è in agenda l’incontro con Putin. Una girandola di bilaterali, in parte slittati a causa del ritardo del leader russo (che comunque si ritaglia uno spazio in tarda serata per una “rimpatriata” con Silvio Berlusconi, nella villa in via Rovani dell’ex premier, autorizzato dal magistrato di sorveglianza), in vista del vertice di oggi. All’alba in prefettura si ritroveranno attorno a un tavolo Putin, Poroshenko e i vertici europei con Renzi, Merkel, Hollande e Cameron. Prima di arrivare a Milano, Putin, dal canto suo, ha avvertito l’Unione europea: questo inverno ci saranno «grandi rischi per il transito» del gas russo attraverso l’Ucraina, ha detto, spiegando che Mosca ridurrà i rifornimenti all’Europa se si accorgerà che l’Ucraina preleva illegalmente gas dalle condotte che attraversano il Paese.
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