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L’assemblea sceglie la linea dura

L’assemblea sceglie la linea dura

Si chiedono altri due anni di cassa integrazione e la fusione delle due compagnie

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OLBIA. Nessuna votazione finale. L’assemblea dei dipendenti di Meridiana - in 400, forse più, al museo - non si pronuncia su un documento scritto, come era avvenuto in quella precedente, quella del tutti “salvati o tutti licenziati”. Ma, forma a parte, la sostanza resta: i sindacati, oggi a Roma, sono vincolati a non accettare i “tagli ai tagli” del personale che la compagnia, davanti ai ministri, proporrà nel suo “piano C”.

Quindi, sarà muro contro muro. Con la possibilità concreta che - come ha detto onestamente Francesco Staccioli, leader Usb - l’indomani Meridiana faccia ripartire la procedura sui licenziamenti con i numeri iniziali, ovvero 1634 esuberi tra la compagnia e l’hangar. «Per questo l’assemblea di oggi non si chiude, resta aperta» ha concluso Staccioli.

Il mandato, dunque. I sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Apm; la Uil non è stata invitata) hanno la solita linea. L’ha illustrata alla platea - in cui c’erano anche il sindaco Giovannelli, il deputato Scanu (Pd) e il vescovo Sanguinetti - Franco Monaco della Cgil: «Primo punto: basta due aziende, basta Meridiana fly e Air Italy. Scaramella le unisca. Punto secondo: per fare l’unione serve un piano industriale, e serve tempo. Almeno due anni, e due sono gli anni di cassa integrazione che chiediamo al Governo. Perché così nessuno sarà licenziato. Tra un anno faremo la verifica. Terzo punto: non dovrà esserci nessuna esternalizzazione. Né delle manutenzioni, né del call center, né di altri settori». Tre punti cardinali, cui Scanu ne ha aggiunto un altro. Ha preteso che la Regione «cambi passo e sia più incisiva, più forte, ovvero sostenga i due anni di cassa integrazione», e ha chiesto che il ministro Lupi e il Governo «trattino la crisi Meridiana come quella Alitalia». Un’ipotesi che Staccioli non ha condiviso, «perché nella partita Alitalia si è licenziato, e qui non si deve licenziare». Poi si sarebbero chiariti: citare Alitalia vuole dire dare a Meridiana uno status nazionale, non solo regionale.

Chi ha difeso la Regione è stato Monaco, sostenendo che le polemiche sulle low cost (fatte da alcuni dipendenti) «sono sbagliate, perché la Regione metterà tutti i voli a gara, e Meridiana potrà partecipare».

Poi tanti interventi. Uno da ovazione del pilota Francesco Giudice: «Non ci cacceranno, cacceremo Scaramella e Rigotti». Uno critico del comandante Dore («troppi di voi non hanno capito»), prima di illustrare le richieste dei «due colleghi da 5 notti sulla torre», cui i dipendenti, alla fine dell’assemblea, sono andati a portare solidarietà. (g.pi.)

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