La lotta delle donne sul grande schermo
Da oggi fino a giovedì a Sassari la rassegna “FASCinA”
SASSARI. I film che raccontano il femminismo "storico" degli anni Settanta sono molto pochi. Lo sguardo della macchina da presa, come ha descritto e può descrivere i movimenti politici delle donne? Il rapporto tra cinema e femminismo sarà al centro di “FASCinA 2014”, il forum annuale delle studiose di cinema e audiovisivi che da oggi a giovedì riunirà a Sassari ricercatrici dell’ateneo turritano e di tante altre università, tra le altre quelle di Firenze e Pisa, di Pavia, di Roma, della Cattolica di Milano, del Sarah Lawrence College.
L’appuntamento è organizzato dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università col contributo della Film Commission della Regione e la Fondazione Banco di Sardegna. Il forum è curato da Lucia Cardone, docente di Storia e critica del cinema all’Università di Sassari, e da Sara Filippelli, ricercatrice che si occupa di donne autrici e registe della tv e cinema indipendente underground italiano dagli anni Settanta a oggi. I lavori si apriranno oggi alle 15.30 nell’aula Dostoevskij del Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali in via Roma 151, mentre mercoledì e giovedì proseguiranno nel Vestibolo dei Benefattori della Biblioteca Universitaria in piazza Fiume (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.30).
Tema scelto per quest’anno è “Le donne, il cinema: filmare il femminismo”, un campo ancora tutto da scoprire che nei tre giorni del convegno verrà approfondito sotto diversi punti di vista. A partire dal rapporto tra le femministe “storiche” e il cinema dei collettivi. «L’attività dei gruppi cinema nati all’interno della militanza femminista del periodo degli anni Settanta e Ottanta è difficile da indagare perché i film, i documenti sono difficili da reperire – spiega Sara Filippelli – è molto complicato ricostruire le tracce che collegano le registe ai movimenti, ma questa è una prerogativa degli studi di genere».
Il movimento femminista degli anni Settanta in Italia sarà raccontato anche dal film proiettato in apertura del forum, “Ragazze la vita trema” (2009) di Paola Sangiovanni, già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. La regista parlerà di come si possano raccontare i movimenti politici delle donne attraverso le immagini, dialogando con Chiara Cremaschi, autrice del cortometraggio “Le parole per dirlo”, in cui ha raccontato la sua esperienza di bambina figlia di una femminista. Saranno poi esplorate le vie nuove in cui il cinema delle donne si è infiltrato, come pensiero e modalità differenti. Soprattutto in televisione, con produzioni nate all’ombra della Rai che hanno poi aperto la strada a format successivi.
Tra le ospiti del forum ci sarà Gabriella Rosaleva, regista ultrasettantenne originaria di Varese che oggi vive a Sassari. Un’autrice che ha frequentato il movimento femminista e ha fatto cinema e televisione ricevendo premi e riconoscimenti. L’incontro con lei partirà dalla proiezione del lavoro “La vocazione”, una trasmissione televisiva andata in onda sulla Rai in cui Gabriella Rosaleva ha intervistato la teologa Adriana Zarri e alcune novizie prossime alla clausura.
Ci sono poi le “Vite da pioniere” delle registe del cinema muto dei primi del Novecento, artiste sconosciute di cui spesso si conosce soltanto il nome, storie da ricercare vittime di un doppio oblio: quello che ha riguardato il cinema delle origini e quello che riguarda l’apporto delle donne in generale. Figure come Alice Guy e la napoletana Elvira Notari. «Donne che sono state pioniere due volte – sottolinea Lucia Cardone - pioniere del cinema perché come gli uomini si sono cimentate su un mezzo nuovo, ma pioniere anche del femminismo perché hanno occupato gli spazi del cinema che erano appannaggio esclusivamente maschile. In questo caso l’aspetto del femminismo riguarda gli studi, perché prima del femminismo queste donne non esistono nella storia».
Un altro nucleo tematico è dedicato alle nuove tecnologie e alle diverse realizzazioni che si intrecciano con il femminismo nel campo della produzione elettronica. Il forum fa parte di un progetto più ampio che vuole riempire la mancanza delle donne nella storia del cinema e negli audiovisivi. Il convegno arriva infatti a coronamento di una fitta rete di collaborazioni e confronti tra le studiose dell’ateneo turritano e le ricercatrici degli altri atenei, che già nel 2011 aveva riunito a Sassari studiose di cinema, letterate e filosofe per discutere di letterate italiane tra la pagina e lo schermo. Un incontro replicato l’anno successivo, focalizzato però sulle esperienze di cinema delle donne in Italia.
Da questi due eventi è nata poi l’esigenza di trasformare ilconfronto in un appuntamento fisso annuale, un forum appunto, un contenitore che a partire da quest’anno raccoglierà di volta in volta i frutti dei confronti con le studiose degli altri atenei, facendo dell’Università di Sassari il punto di riferimento per questo filone di studi in Italia.
Informazioni sul sito fascinaforum.wordpress.com
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