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Moby, la Commissione non piace

Moby, la Commissione non piace

I parenti delle vittime della strage del 1991 contestano la proposta del Pd

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OLBIA. «Domani in commissione Trasporti del Senato si discuterà dell'istituzione della commissione di inchiesta sul Moby Prince firmata dal Pd, ma secondo noi la proposta è carente e per questo riteniamo opportuno non discuterla e avviare una trattativa tra le forze politiche che hanno presentato altri testi per giungere a una commissione bicamerale d'inchiesta che faccia luce su quanto accaduto». Lo ha affermato ieri, in una nota, Luchino Chessa, a nome dei parenti delle vittime, che sollecita il premier Matteo Renzi a esprimersi sulla vicenda «come già chiesto in una petizione firmata da oltre 22 mila cittadini». I parenti delle vittime chiedono inoltre che la commissione sia permanente. La notte del 10 aprile 1991 il traghetto Moby Prince appena partito da Livorno e diretto a Olbia si schiantò sulla fiancata di dritta della petroliera Agip Abruzzo, alla fonda nella rada livornese. Ne scaturì un rogo nel quale persero la vita 140 persone tra passeggeri ed equipaggio, con un unico sopravvissuto, il mozzo del traghetto Alessio Bertand, che raccontò ai soccorritori di essere rimasto appeso per oltre 45 minuti sulla balaustra esterna della nave. «La proposta del Pd - aggiunge Chessa - non tiene conto della sopravvivenza a bordo del traghetto, aspetto fondamentale per quanto riguarda la tempistica dei soccorsi, nè delle navi militari e militarizzate presenti nella rada di Livorno quella maledetta notte.

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