Cristina Donà, musica e poesia Successo per il live a Sassari
SASSARI. Dopo le tappe ad Alghero e in Gallura per la chiusura Ottobre in Poesia, martedì sera, è tornato a Sassari con “Così vicini”, nuovo disco della cantautrice Cristina Donà – uscito per l'etiche...
SASSARI. Dopo le tappe ad Alghero e in Gallura per la chiusura Ottobre in Poesia, martedì sera, è tornato a Sassari con “Così vicini”, nuovo disco della cantautrice Cristina Donà – uscito per l'etichetta indipendente Qlb/Believe – in live al Vecchio Mulino di via Frigaglia. Cristina Donà, scoperta e lanciata da Manuel Agnelli degli Afterhours nel 1991, si è guadagnata l'attenzione e il seguito di un pubblico affezionato e anche di qualche musicista eccelso, come Robert Wyatt, già Soft Machine, uno dei grandi protagonisti della musica inglese. «L'ho incontrato al Salone della Musica di Torino nel 97. Lui promuoveva il suo Shleep, io il mio primo disco, Tregua. Gliel'ho regalato ed è venuto ad ascoltarmi dal vivo. Poi ha indicato “Tregua” come uno dei suoi album preferiti per il mensile britannico Mojo. Per il mio secondo disco, “Nido”, mi ha regalato un prezioso contributo per “Goccia”, che si apre proprio con un suo meraviglioso intervento alla cornetta».
Attivissima dal vivo, con “Così Vicini” Cristina Donà ha inciso il suo ottavo disco. Accompagnata da Saverio Lanza, che ha prodotto il disco e firmato, con la Donà, i 10 brani che lo compongono, il concerto sassarese è stato un'occasione particolare, in tono con il sapore del disco, per gustare questo nuovo lavoro cantato con delicatezza. Gli intrecci tra le chitarre, il canto e il controcanto dei due interpreti, gli interventi al piano del bravissimo Saverio Lanza, i testi sobri e le melodie pulite e lineari, hanno disegnato i sentieri del disco per una platea coinvolta e raccolta in uno spazio minimale, quello del Vecchio Mulino, scelto non per caso.
«Tutte le tappe di questo tour acustico si tengono in luoghi raccolti come questo» ha detto Cristina Donà. Un evento, quello di chiusura di Ottobre in Poesia, che è stato più un incontro tra persone che un concerto, in linea con lo spirito di inclusione e comunicazione poetica che vuole esser proprio del festival. Al direttore artistico Leonardo Onida abbiamo chiesto un bilancio di quest'edizione. «Sono molto soddisfatto anche perché davvero il festival quest'anno ha rischiato di saltare. Purtroppo, come in passato, continuiamo a ricevere un'attenzione non adeguata, insufficiente per poter realizzare Ottobre in Poesia interamente in città. Parlo ad esempio di un piccolo contributo, del quale abbiamo avuto conferma solo un mese prima dell'inizio del festival. Per salvarlo abbiamo dovuto fare vere acrobazie, spostandoci anche altrove. Una necessità che però siamo riusciti a far diventare una bella opportunità, trovando un nuovo pubblico, interessato e sensibile, e nuove importanti collaborazioni, istituzionali e non. Ma non è stato facile».
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