La Nuova Sardegna

Il direttore dell’Inps: controlli già avviati

All’istituto previdenziale si lavora per fare piena luce sulla storia di Carlo Cani, presto sviluppi

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CAGLIARI. La storia di Charlie Dogs fa fare gli straordinari all'Inps. Sì, perché i vertici dell'istituto di che eroga le pensioni hanno disposto una serie di accertamenti sulla sua posizione.«Com'è ovvio ci siamo mossi non appena è stato evidente il risalto mediatico che la vicenda ha avuto su scala così vasta», dichiara il direttore dell'Inps-Sardegna, Maurizio Emanuele Pizzicaroli. I riscontri saranno allargati alle "marchette" raggiunte in totale da Cani durante gli anni nei quali figurava come dipendente nell'ex azienda a partecipazione regionale. Oltre che ai contributi figurativi legati ai periodi trascorsi in mobilità e in cassa integrazione. Insomma: una raffica di controlli articolati, capillari. Allargati all'Inail, per gli infortuni sul lavoro, agli uffici interni della Carbosulcis, per ricostruire i periodi di assenza dal lavoro, ed estesi alla direzione dell'amministrazione sarda dalla quale dipende ancora oggi l'azienda mineraria di Nuraxi Figus. A ogni modo, a detta di esperti e specialisti, sarà molto difficile che al "minatore" possa venire tolta la pensione: perché questo avvenga dovrebbero essere scoperti gravi reati non coperti da prescrizione.

Comunque per quel che riguarda l'Inps, stando alle stesse dichiarazioni rese da Carlo Cani, tutto con ogni probabilità dovrebbe rivelarsi a posto. Già, perché Charlie Dogs non ha mai detto di non essere stato in servizio nei 26 anni trascorsi nella società del Sulcis e negli ulteriori 13 nei quali ha goduto degli ammortizzatori sociali. Né ha mai raccontato di aver beneficiato di versamenti previdenziali irregolari. Alla direzione regionale dell'istituto, tuttavia, preferiscono andare cauti. E completare ogni verifica prima di rivelare come stanno le cose. «Dall'altro ieri abbiamo avviato tutte le procedure opportune sul fascicolo dell'interessato attraverso la direzione provinciale di Cagliari», fa sapere Pizzicaroli. Ma i risultati non sono stati resi noti: «Prima vogliamo andare a fondo in qualsiasi aspetto della faccenda, poi si valuterà se coinvolgere altre autorità», spiega il dirigente. Per puntualizzare poi che, «in quanto ente che amministra fondi pubblici», «l'Inps è tenuto ai controlli proprio sulla base delle dichiarazioni fornite dall'ex dipendente». E riassume così il concetto: «Noi oggi ci muoviamo in merito alla correttezza delle operazioni di liquidazione della pensione: questa è l'unica azione di verifica che può essere svolta dall'istituto. Solo al suo esito potranno venire fatte le valutazioni conseguenti. Mentre gli altri aspetti relativi alla vicenda e alle dichiarazioni del signor Carlo Cani non sono riferibili a competenze dell'Inail». «Ma l'intera storia previdenziale va ricostruita su tutti i fronti», aggiunge. «Perché un fatto è certo: altrove un caso del genere non mi è mai capitato, eppure ho girato parecchio in tutta l'Italia», precisa il direttore. Il quale non esclude appunto che «alla fine dal punto di vista dell'Inps tutto si riveli in regola sotto il profilo formale».

Ma quali sono gli accertamenti che in genere l'istituto porta a termine di fronte a situazioni simili? «I riscontri attraverso il nostro servizio ispettivo sono solitamente di due tipi: un canale riguarda le affermazioni rese dal datore di lavoro, l'altro l'accertamento tra le contribuzioni dichiarate e quelle versate», chiarisce Pizzicaroli. «Diverso il tema delle malattie, per le quali ovviamente il discorso riguarda altri e non noi», conclude. (pgp)

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